

di Peppe Papa
Draghi tiene duro e accetta il braccio di ferro impostogli dai portuali di Trieste non concedendo alcuna proroga, come gli era stato proposto per fermare la protesta, al decreto che impone dal 15 ottobre il possesso del Green pass per accedere ai posti di lavoro, sia pubblici che privati.
La minaccia di bloccare i porti e il trasferimento merci con la quasi certezza di mettere in ginocchio il Paese, dalle parti di Palazzo Chigi non ha attecchito, anzi. In mattinata è arrivata la velina a chiarire la propria posizione di assoluta chiusura: “Nessuno slittamento, nessun rinvio”.
Un intendimento poco dopo reso noto, a conferma, dal segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri rispondendo a stretto giro all’apertura del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste per bocca del suo portavoce, Alessandro Volk disposti a sospendere lo sciopero a fronte di una deroga.
“Abbiamo chiesto di rinviare l’applicazione del Green pass almeno fino alla fine di ottobre – ha spiegato – ma la risposta è stata negativa, il governo ritiene sia uno strumento indispensabile”, punto. Insomma non si tratta, soprattutto alla luce di quello che è successo sabato scorso a Roma.
La pessima gestione della piazza da parte delle forze dell’ordine ha incrinato l’immagine di un governo che ha viaggiato come un treno recuperando credibilità e prestigio all’Italia, oltre ad assicurare una ripresa economica al di là delle più rosee previsioni.
Mario Draghi certamente si sarà fatto sentire dalla Ministra Lamorgese invitandola a cogliere subito la chance di rimediare, assicurando la sicurezza nei prossimi giorni che si annunciano caldi, tra manifestazioni, ballottaggi e partite di calcio. Un fine settimana d’inferno.
E tutto deve procedere per il meglio, soprattutto se si accetta la sfida di una minoranza di cittadini che proprio non ne vogliono sapere di rispettare le regole, pensando che come sempre in Italia le cose si accomodano e basta fare un po’ la voce grossa.
Quella del premier, in sostanza, è l’ennesima battaglia culturale per liberare il Paese dalle incrostazioni che ne frenano lo sviluppo economico e civile.
Tenere il punto rappresenta molto più di una prova di forza, ha una funzione pedagogica. Serve a dimostrare che l’esercizio della democrazia non prevede l’utilizzo delle regole ognuno per la propria convenienza e che sul concetto di libertà non si scherza.
Smessi i panni del grand commis della finanza mondiale, l’ex presidente della Bce, sta dimostrando qualità da uomo di Stato di grande spessore. Ha capito che siamo in una fase storica epocale, determinata dall’eccezionale trauma provocato dalla pandemia, e sono possibili interventi profondi nel corpo molle della società.
La maggioranza degli italiani, rispondendo in massa all’immunizzazione vaccinale, seguita dalla ‘diserzione’ alle urne, ha fatto capire da che parte sta, mentre la politica politicante stenta a venire fuori dal pantano in cui si è ficcata e che ha portato Draghi alla guida del governo. Ci sono tutte le condizioni, insomma, che questa volta si riesca davvero a voltare pagina. Ora, o mai più.
3 Comments
Il Presidente Draghi fa bene a confermare l’obbligo del green pass, e’ un provvedimento che serve a salvaguardare la salute di tutti.
Siccome il vaccino e’ gratis,chi non lo vuole fare si paghi il tampone.
Bravo Presidente la piazza non può ostacolare i sacrifici di tanti italiani che rispettano le regole per l’italia intera e la salute di tutti. Quanti pensionati che con il minimo si sono trovati a rispondere facendo tamponi pagati 97 euro e questi lavoratori portuali con uno stipendio di 3.700 ero mensili continuano a non vaccinarsi ostacolando l’accesso al lavoro a chi le regole le rispettano…siamo difronte all’eccesso..Presidente non molli..gli italiani credono in Lei.Se oggi siamo in una posizione economica/sociale di riprese…solo grazie a noi e a Lei. Vada avanti.
Non uomo di stato. Approfitta soltanto della sua posizione di favore rispetto al popolo. E acquisisce meriti dai Rothschild & co. Forte del fatto che non ha bisogno di politici che lo sostengano, che se lo sfiduciassero, andrebbero tutti a casa( e una buona parte pure senza vitalizio).