

di Peppe Papa
E’ vero che il personaggio ci ha abituati a iniziative sorprendenti e inaspettate che hanno cambiato la scena politica italiana, ma quella affidata ai rumors, che in questi giorni girano in parlamento, sarebbe davvero clamorosa qualora venisse confermata. Cosa di cui, in verità, dubitiamo.
Ma, insomma, la voce è questa e cioè che Matteo Renzi avrebbe intenzione di candidare Mario Draghi, nelle liste di Italia Viva al Senato alle prossime elezioni politiche, con l’obiettivo di riportarlo a Palazzo Chigi.
L’idea partirebbe dalla convinzione che dalle urne, stante l’attuale sistema elettorale, si uscirebbe con un pareggio tra le due principali coalizioni, la qualcosa aprirebbe, giocoforza, la strada ad una riedizione delle larghe intese, dove l’attuale premier rappresenterebbe, per la sua autorevolezza e sostanziale terzietà, l’opzione più ovvia per guidarne il governo.
Riuscire in una operazione del genere sarebbe davvero un colpo da fuoriclasse, l’ex presidente del Consiglio oltre a salvare il suo partito che arranca intorno al 2% riuscirebbe, presumibilmente, ad aggregare insieme, in un unico schieramento, l’area centrista e liberal riformista che attualmente marcia agitata e divisa condannata alla marginalità.
Il ragionamento non fa una piega, potrebbero essere plausibili le aspettative tattiche e le previsioni elettorali, ma c’è un però. Grosso come una casa: cosa ne pensa Mario Draghi? E’ possibile che si lasci trascinare in un gioco politico azzardato, giocandosi il prestigio da statista internazionale, riserva della Repubblica, conquistato negli anni sul campo?
Di sicuro è esclusa una sua diretta discesa nell’agone politico con un partito personale modello Mario Monti, non ha la vanità e la prosopopea dell’accademico di fama, lui è cresciuto nell’élite delle istituzioni con la missione di essere al servizio dei cittadini.
Tra l’altro sarebbe rischioso, meglio nel caso allora affidarsi a un partito già bello è fatto come quello che gli proporrebbe Renzi.
Appare, dunque probabile, che si collochi in standby, in attesa degli eventi, anche se pure per lui sarebbe un peccato abbandonare sul più bello dopo tanta fatica fatta per rimettere in riga un paese allo sbando, travolto dalla pandemia e da una classe dirigente incapace.
Certo, fu intuizione di Renzi, il visionario che condannò a morte il governo giallo-rosso, a consentirne l’ascesa a Capo del governo cui erano in pochi a credere. E se questo vale qualcosa, non è detto che ‘mister president’, se effettivamente compulsato dal leader di Iv, non ci faccia un pensiero. O quanto meno sia disposto all’ascolto.
Chi può dirlo con quel diavolo di Renzi.