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Renzi rompe gli indugi, subito la fusione Azione-Iv: Calenda esulta e detta la road map

Convocata il 28 febbraio la riunione del comitato politico della federazione per definire il percorso che, entro settembre, sancirà la nascita del nuovo partito dei riformisti e liberal-democratici

di Peppe Papa

Il partito unico dei riformisti e liberal-democratici italiani si fa, Azione e Italia Viva hanno deciso di stringere i tempi facendo casa comune da subito a partire dai gruppi nei consigli regionali e nelle amministrazioni cittadine dove sono presenti. Nel frattempo seguirà una discussione serrata nel comitato politico della federazione per arrivare entro settembre al battesimo della nuova creatura.

E’ stato Matteo Renzi a rompere gli ultimi indugi, dopo l’ok ricevuto in una riunione dei vertici di Iv, dando l’annuncio nel corso della sua e-news, cui a stretto giro è arrivata via twitter la risposta di Carlo Calenda : “Sono molto soddisfatto, avremo finalmente un unico partito dei liberal-democratici”.

Smentite dunque le Cassandre che davano l’accordo finito in alto mare, condannato a fallire per le incompatibilità caratteriali tra i due leader e una diversa prospettiva politica, idea di futuro e condivisione di valori. Insomma, un matrimonio impossibile certificato, tra l’altro, dal deludente risultato delle elezioni regionali che aveva contribuito non poco a raffreddare l’operazione.

Non è che il percorso sarà facile, intendiamoci, finora Renzi è stato prudente in confronto alla fregola di Calenda arrivato quasi a ricorrere a un aut aut pur di dare una spinta al progetto, il suo via libera è a condizione come lui stesso ha spiegato nella nota social:

Sintesi semplice: noi siamo pronti a fare il partito unico anche in tempi stretti, se si predilige la strada dell’accelerazione. L’importante è che sia un progetto culturalmente aperto, serio e rigoroso e che il percorso sia partecipato, democratico, che comincia dal basso, dai territori. Tutti i passaggi dovranno essere condivisi tra i due partiti d’origine, ma anche dal maggior numero di realtà politiche interessate, oggi esterne alla federazione”.

Tutto questo presuppone, ovviamente, un grande sforzo di elaborazione politica e culturale che si auspica, l’ex premier, “possa essere decisivo nel 2024 nello scacchiere europeo all’interno della famiglia di Renew Europe”. Che è l’obiettivo principale cui punta anche in funzione del proprio futuro politico che vede proiettato in Europa, possibilmente ai più alti livelli, come ritiene, non a torto in forza del suo curriculum, di meritare.

Questo significa, come assicurano da Iv, che nessuno mette in dubbio “nella maniera più assoluta” la leadership di Calenda che “resta il punto di riferimento anche mediatico”, smentendo così anche le indiscrezioni che davano Mara Carfagna come possibile guida femminile del nuovo partito. Per il simbolo si vedrà, certo è scontato che il nome del capo di Azione scomparirà dal logo, come espressamente richiesto da Renzi e dallo stesso accettato.

Non resta dunque che partire, tutti d’accordo, Calenda ha immediatamente convocato per il 28 febbraio la riunione del comitato politico della federazione per definire la road map, stabilire tempi certi e modalità del matrimonio fino all’altare, come abbiamo detto, non più tardi di settembre. Auguri.

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