

di Peppe Papa
La soglia psicologica è fissata sul milione di voti, in caso contrario sarà un flop. A due giorni dalle primarie Pd l’incertezza sul numero dei partecipanti ai gazebo tormenta il Nazareno, dove sperano di avvicinarsi al risultato dell’ultimo congresso del 2019 con un milione e 600mila presenze, a fronte del voto di 190mila iscritti nei congressi dei circoli.
Appena 40mila in più di quest’ultima tornata per cui, pensano, non dovrebbe essere difficile raggiungere l’obiettivo. Se così non fosse sarebbe un problema, se non altro per l’autostima, anche se i dem hanno dimostrato di essere capaci di assorbire le peggiori umiliazioni pur di sopravvivere, un colpo duro soprattutto per chi sarà chiamato a ricostruire.
Stefano Bonaccini, il favorito, è il meno preoccupato, se vince sa cosa lo aspetta, per lui una modesta affluenza potrebbe addirittura favorirlo data la schiacciante affermazione tra gli iscritti, i militanti, quelli che stanno sul territorio e su cui punta molto. Un po’ meno serena la sfidante, la newcomer, Elly Schlein che sull’effetto gazebo ha puntato tutto per cercare di recuperare l’ampio distacco di 20 punti percentuali dal suo competitor.
Per lei conta il voto di opinione che ha cercato di mobilitare nel corso della lunga fase congressuale. Poca gente ai seggi rappresenterebbe una sconfitta certa e anche, probabilmente, la fine di un sogno con un brusco risveglio, il peggio per proseguire ad affrontare una battaglia ideale come quella he ha posto alla base della sua proposta politica.
Potrebbero venirle in soccorso, e questa è un’incognita di non secondaria importanza, i Cinquestelle verso i quali, ha fatto capire, di nutrire una profonda sintonia e di essere pronta ad aprire una corsia preferenziale di confronto per la costruzione di una nuova sinistra di governo alternativa alla destra di Giorgia Meloni.
In effetti, stando alle voci che sono circolate sui giornali che sostengono questa prospettiva tipo il “Fatto” di Travaglio, il favore nei confronti della Schlein, pur non essendo esplicitato espressamente da militanti e quadri di partito del M5S, appare sicuro da parte di ex elettori del Movimento e vecchi iscritti al Pd che farebbero ritorno a casa.
Una ipotesi per niente peregrina, anche se a giocarci contro, e questa sarebbe veramente una sfiga, potrebbe essere il tempo, nel senso del meteo. Pare che domenica siano previste piogge, maltempo e freddo un po’ in tutta Italia, le condizioni ‘migliori‘, insomma, per convincere molti a starsene a casa in attesa del pranzo e del primo Tg per sapere com’è andata a finire.