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Grillo, le “brigate” di cittadinanza e la ‘comica’ politica italiana

Le boutade del fondatore del M5S scatenano 72 ore di folli di polemiche senza costrutto. E Meloni ringrazia

di Peppe Papa

Beppe Grillo fa il comico, che è il suo mestiere, la politica, che comica non è, si adegua. Giorgia Meloni ringrazia. Si possono sintetizzare così le ultime folli 72 ore vissute dal mondo politico nazionale, scatenate dalle ‘facezie’ del fondatore del M5S, pronunciate dal palco della manifestazione organizzata dai Cinquestelle di Giuseppe Conte, sabato scorso a Roma.

Siate i leader di voi stessi. Fate le brigate di cittadinanza, mettetevi il passamontagna e di notte, senza farvi vedere, fati i lavoretti, sistemate i marciapiedi. Reagite”, aveva incitato la piazza alla sua maniera Grillo. Una battuta, una provocazione, tratta da un passaggio dello spettacolo che sta portando in giro, pare tra l’altro con scarsa fortuna, tanto per far ridere. Invece lo hanno preso sul serio.

Si è scatenato, in men che non si dica, il circo mediatico alimentato dalle dichiarazioni a raffica di parlamentari, esponenti di partito, opinionisti, a confutare, accusare, o cercare di smarcarsi dalle parole del “one man show” stellato. Per tre giorni non si è parlato d’altro. “Brigate”, pur se di cittadinanza, evocano anni bui, una palese incitazione alla violenza.

Il richiamo ai “passamontagna”, poi non fanno che confermare l’intento criminale e irresponsabile delle sue parole. Una condanna quasi unanime è venuta da tutte le forze politiche in special modo da destra che hanno approfittato dell’occasione per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle difficoltà e dai risultati non certo entusiasmanti del loro governo.

Più controverse le reazioni a sinistra, in particolare nel Pd, la cui segretaria Elly Schlein in quella piazza c’era stata “per un saluto”, cosa non affatto piaciuta alla minoranza del partito, indignata fra le altre cose per l’inquietante arringa filo putiniana e anti atlantica di Moni Ovadia sciorinata dallo stesso palco.

Non sono mancate le bordate dal Terzo Polo contro Grillo “l’incendiario” e “l’avvocato del popolo” pentastellato, insieme alle consuete sirene lanciate ai riformisti dem sempre più a disagio nel partito per la svolta massimalista impressa dalla Schlein. Per ora non sembrano decisi a muoversi, anche se tutto lascia pensare che alla lunga non può durare. Si vedrà.

E’ dovuto intervenire nuovamente Grillo per mettere fine alla commedia che stava degenerando nel ridicolo richiamando tutti all’ordine, come un vero capocomico. “Per favore fermatevi, era una boutade. Ma possibile che prendete tutto sul serio? – ha affermato in un video – Anche i giornali hanno esagerato un po’. Fermatevi, perché – ha ironizzato – mi sono arrivate delle notizie drammatiche, veramente”. Giù il sipario.

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