

di Serena Cirillo
La questione dell’immigrazione ormai da anni riempie le pagine della cronaca e i notiziari televisivi, scatenando aspre polemiche e offrendo puntualmente un pretesto per la strumentalizzazione politica. Da un lato c’è chi vive con la fobia degli immigrati, condizionato dai pregiudizi diffusi secondo i quali molti di essi costituirebbero manovalanza della criminalità, dall’altro c’è chi vede negli immigrati una risorsa per la nostra economia.
E’ questo lo spunto da cui sono partiti gli avvocati Maria Grazia Santosuosso, Hillary Sedu e Lina Cuccaro nell’organizzare una tavola rotonda proprio per discutere dell’argomento. “Turismo e Diritto all’immigrazione” è il titolo del convegno svoltosi il 22 giugno a Capri, con il patrocinio di Confesercenti, Comune di Capri e Città Metropolitana di Napoli.
La scelta della sede non è casuale. Essendo uno dei posti con la più alta vocazione turistica della Campania, che vanta una tradizione secolare nel settore e un’economia che non ha mai conosciuto declino, Capri è simbolo di gestione virtuosa delle risorse ambientali. Gli ultimi anni hanno visto un’espansione del turismo (non solo a Capri ma in tutta la Campania) con numeri mai registrati prima, che ha determinato una grande richiesta di manodopera e, in generale, di lavoratori del settore che la popolazione locale non riesce a soddisfare.
Secondo l’avvocato Santosuosso che ha moderato l’incontro “le buone competenze di cittadini stranieri già residenti sull’isola, o che possono trasferircisi, vanno messe al servizio delle imprese e della comunità”. Per questo è “necessario tracciare insieme delle linee guida sulla base di diritti, doveri, programmazione economica, tolleranza e integrazione”. “Serve coinvolgere tutti gli ambiti – ha detto ancora Santosuosso – quello della giurisprudenza, quello dell’economia e delle imprese, quello politico, quello sindacale e quello della cultura civica diffusa nella comunità caprese.”
La tavola rotonda è iniziata con la relazione dell’avvocato Hillary Sedu, esperto nella trattazione dell’ampia casistica relativa all’immigrazione. Ha parlato del diritto all’immigrazione dal punto di vista degli immigrati, sottolineando la crescente necessità di manodopera da parte delle imprese e l’opportunità che viene offerta dalla risorsa dell’immigrazione.
“Gli stranieri che affluiscono nel nostro paese come forza lavoro – ha spiegato – devono essere trattati allo stesso modo degli autoctoni, come cittadini e non come lavoratori”. Ha ricordato che a proposito già nel 2017 il legislatore si è reso conto di dover creare sezioni speciali per l’immigrazione, avendo compreso l’importanza della tematica.
“L’immigrazione – ha precisato – non è una questione passeggera, è un fenomeno costante che agisce sul nostro territorio, quindi bisogna sfruttarlo al meglio”. A tal fine, ha fatto notare, ci sono stati progressi nel corso degli anni, in quanto oggi il potere giudiziario è molto più qualificato nella gestione del contenzioso tra lo Stato e l’immigrato, o tra l’immigrato e il cittadino autoctono, ai fini della non discriminazione.
La professoressa Paola Mazzina, assessore al comune di Capri, ha fornito invece il punto di vista del costituzionalista ritenendo che il problema della forte richiesta di lavoro e della scarsa offerta resta ancora di difficile soluzione a causa delle misure legislative non adeguate al cambiamento della società. Nel nostro sistema giuridico , ha infatti notato, si parla di “integrazione” e non di “inclusione”, come sarebbe auspicabile a livello teorico e soprattutto pratico.
Mentre Manuela Schiano, assessora per le pari opportunità al comune di Anacapri, nel suo intervento ha sottolineato in particolare la necessità di implementare le norme comunitarie per le politiche sociali già esistenti, al fine di promuovere il modello caprese, che rappresenta una realtà virtuosa nel settore.
A rappresentare le imprese, Lorenzo Coppola, presidente Federalberghi Capri. Ci ha tenuto a precisare che gli imprenditori capresi non fanno distinzione tra impiegati immigrati o autoctoni, mettendo al centro dell’attenzione la persona, non il lavoratore come parte di un ingranaggio, offrendo a tutti le migliori condizioni possibili.
Antonio Larizza, presidente dell’associazione Artis Suavitas, dal canto suo ha riconosciuto il potere della bellezza come denominatore comune per tutte le azioni giuste, esortando la collettività a considerare le diversità apportate da altre culture come un arricchimento.
Non è mancata la riflessione da uomo di legge dell’avvocato Mario Coppola, presidente dell’Associazione Avvocati Isola di Capri, che ha parlato dell’importante ruolo dei legali come mediatore di eventuali conflitti, sottolineando la necessità della reciprocità di rapporti equilibrati.
Infine è intervenuta la giornalista Rajae Bezzaz, che nella trasmissione “Striscia la notizia”, da sempre affronta il tema dell’immigrazione. Ha chiarito subito di aver vissuto l’esperienza dell’immigrazione in prima persona, e ha puntato il dito sulle problematiche create dalla cattiva informazione.
Si è poi soffermata sulla percezione “sbagliata” degli italiani sui numeri relativi al fenomeno. La quantità degli immigrati che arrivano in Italia “non è un dato allarmante”, piuttosto “sarebbe opportuno consentire un maggior numero di ingressi per sopperire al fabbisogno di forza lavoro del nostro paese”.
“Molti di essi sono estremamente qualificati”, ha affermato e per questo sarebbe opportuno uno snellimento delle procedure burocratiche per riconoscere i loro titoli di studio, e l’impegno da parte del governo di mettere adisposizione delle strutture dove possano imparare la lingua italiana.
“Favorendo una completa integrazione degli immigrati, e valorizzando le loro professionalità – ha rimarcato – si risolverebbero molti problemi e si potrebbe auspicare una società migliore. La giornalista ha poi rivolto un appello a seguire l’esempio della realtà caprese come modello virtuoso di accoglienza e integrazione sostenibile. “Renderli cittadini italiani a tutti gli effetti – ha concluso – è un’azione civica, un segno di progresso, un esempio che tutti i comuni italiani dovrebbero seguire”. Applausi per tutti.
5 Comments
Argomento importantissimo. La forza lavoro che viene dall’ estero è una risorsa importantissima per il progresso economico, sociale e culturale di una nazione.
Bravissima, ad maiora.
Insieme all’ambiente, quella degli immigrati è, forse, la sfida maggiore dei nostri tempi.
Articolo chiaro ed interessante.
Brava sempre sul pezzo
Articolo bello ed esaustivo. Sono d’accordo sul prendere questa iniziativa da esempio.