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L’azzardo di Renzi: i malumori nel partito, la Leopolda e l’incubo ‘referendum 2016’

Congresso il 15 ottobre per passare la mano, il vero appuntamento è a marzo a Firenze per tirare le somme della sfida centrista e decidere il destino di Iv

di Peppe Papa

Che Elena Bonetti fosse con le valigie in mano era risaputo da sempre in Italia Viva, che Luigi Marattin smaniasse per l’insofferenza alle modalità della leadership di Matto Renzi, anche questo era ormai acclarato come i mugugni di molti dirigenti, rimasti spiazzati dalla decisione del Capo di lanciare un nuovo soggetto politico, “il Centro”, senza darne conto a nessuno, tranne al suo stretto giro.

Quel che preoccupa principalmente l’ex premier è il clima di sfiducia e rassegnazione che avvolge la sua persona, la stanchezza di molti nel partito a seguirlo nelle sue acrobazie politiche senza che si venga a capo di niente, vedendo sfumare sempre più concretamente il sogno di un fronte unitario liberal-democratico e riformista candidato alla guida del Paese.

Per questo si fanno sempre più insistenti i richiami a essere chiari sul congresso, confermato dal segretario nella sua e-news per il 15 ottobre, che non ha ancora regole certe.

Sono in molti a sospettare che possa trattarsi solo di una passerella, magari Renzi passerà la mano per dedicarsi alla sua nuova creatura e rimandare la discussione vera alla Leopolda programmata, dopo due anni e mezzo di attesa, il 9 e 10 marzo prossimo a Firenze, con il titolo “Accendere le stelle”.

Non a caso nella fase calda della campagna elettorale per le Europee, dove sarà finalmente svelata la sorte di Italia Viva, destinata a quanto pare a fondersi ne “il Centro” che sarà, o comunque scomparire.

Lui, intanto, tira dritto e minimizza, definisce “fisiologico che qualcuno vada e altri arrivino”, sottolineando con soddisfazione che “dopo le politiche eravamo 14 parlamentari, oggi 15 e avevamo 10 consiglieri regionali, oggi sono 15 e abbiamo raddoppiato gli iscritti”.

Ma si resta al 3% o giù di lì e per il momento la chiamata al centro ha ricevuto solo il ‘cinque’ di Mastella e l’apertura, a condizioni ancora da trattare, di Beppe Fioroni e Letizia Moratti. Un po’ poco per aspirare alla fatidica soglia di sbarramento al 4% per entrare a Strasburgo, soprattutto se in quel segmento di mercato elettorale non manca la concorrenza.

A partire da Calenda e la sua Azione, che a fine ottobre terrà l’assemblea nazionale per mettere a punto il progetto con il quale si presenterà alle urne anche alle amministrative del 2024, a Forza Italia che con Tajani cerca di tenere vivo lo zoccolo duro berlusconiano coinvolgendo i centristi di Maurizio Lupi, Coraggio Italia di Luigi Brugnaro, Cambiamo con Toti.

Insomma, quello di Renzi sembra un azzardo e l’aver puntato tutto su Bruxelles, ha dato l’impressione a parecchi dentro Iv e a tanti suoi simpatizzanti, di essere interessato più alle proprie ambizioni di carriera che alle sorti della comunità politica rappresentata. Un aspetto che non è sfuggito a chi finora non ha esitato a seguirlo in tutte le avventure.

Già una volta l’eccessiva considerazione di sé, la convinzione di essere il più bravo di tutti, magari a ragione, e la capacità di riuscire dove altri falliscono, gli è costata cara.

Il referendum del 2016, la scommessa persa malamente, ancora brucia, nonostante il talento che lo ha tenuto a galla. “Altri tempi”, si dirà, appunto. Oggi quanti sono disposti a seguirlo fideisticamente?

Tutta lascia pensare, a parte i fan club, che non siano in tanti. Staremo a vedere, incombe il congresso e qualcosa certamente apparirà più chiaro, poi la Leopolda, ma per quella data c’è tempo. Nel frattempo, può succedere di tutto. Vai a sapere.

2 Comments

  1. Luigi Cavazzin ha detto:

    Il congresso designera’ il nuovo segretario / segretaria, la nuova linea di partito liberal democratico e riformista, con eletti e non nominati, e potrà attirare altri consensi mentre Renzi sarà coinvolto nella formazione del Centro nel quale Italia Viva sarà il capofila, questo è ciò che pensano tanti attivisti come il sottoscritto

  2. Giorgio Sandrelli ha detto:

    A me sembra che più di parlare di progetto politico si pensi a salvare la poltrona . Infatti è indetto un congresso e in quella sede se non ci sono scheletri in armadio ogni partecipante può proporre linea politica , strategie e percorsi con anche regole per la democrazia interna al partito . Piuttosto mi pare importante che ci sia una direzione politica che si riunisca almeno 4 volte l’anno , per aggiornamenti , progetti , linea politica . E mi sembra chiaro che chi sarà il/la segretario/a detterà la linea e i comportamenti e le eventuali critiche , modifiche , persone , etc. dovranno essere discusse in quell’ambito e non su giornali , TV e social .

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