

di Peppe Papa
Povera Elly Schlein neanche il tempo di girarsi e alle spalle le arrivata un’altra stilettata, di quelle che fanno male anche se ha fatto finta di non sentire il colpo, tanto da mettere in discussione uno dei must della sua visione politica in materia di diritti, concernente la legalizzazione di droghe leggere come la cannabis.
A sorprendere è stata la mano che ha sferrato il fendente, non un peone qualsiasi, ma l’appena nominato responsabile organizzazione del correntone che mette insieme la minoranza uscita sconfitta dal congresso, compreso i cosiddetti “riformisti”, di “Energia Popolare”, guidata da Stefano Bonaccini.
Si tratta di Andrea De Maria, deputato che ha presentato già questa estate una proposta di legge per inasprire le pene per la detenzione di stupefacenti.
Un corto circuito, l’ennesimo, che dà l’idea dello sbandamento vissuto in questa fase dal Pd e dalla sua segretaria, sensibilmente in affanno a fronteggiare la situazione che la vede impegnata su più fronti, dei quali quello interno è il più ostico.
Schlein sta cominciando a capire di non essere stata invitata un pranzo di gala, ‘arrivata senza essere vista’, per mettere fine al banchetto. Gli amici che le hanno dato una mano non sono abituati a digerire qualsiasi menù, soprattutto se suggerito da lei, come se fosse la regina della festa.
E il clima intorno si è fatto pesante. Non c’è sua dichiarazione, almeno che non si tratti dei massimi sistemi come le capita spesso, che non intervenga qualcuno a precisare, rintuzzare, o addirittura prendere le distanze. Per non parlare della stampa ‘amica’ che l’ha messa nel mirino e non la molla di un centimetro.
Ci vuole poco a passare da ‘fenomeno’ a ‘bidone’ e al Nazareno già cominciano a sentirne gli effluvi. L’iniziativa di De Maria in questo senso, segna un cambio di passo, colpisce al ‘cuore’ Schlein e i suoi seguaci, anche se il governatore dell’Emilia Romagna per bocca del suo braccio destro, Davide Baruffi responsabile enti locali del Pd, si è dissociato. “Quella di De Maria – ha detto – è una proposta legittima, ma non è la posizione di Bonaccini”.
Intanto se ne discuterà alla Camera, il partito sarà chiamato a chiarire la propria posizione e, vista l’antifona, non sarà una passeggiata. Il ché, pur se non inaspettato, lascia interdetti. La casa dem, insomma, è ritornata ai suoi vecchi vizi: tutti per uno, ma a certe condizioni, o ognuno per sé, anche a costo di sfasciare tutto.
Il precipizio su cui il Pd si mantiene in bilico da tempo, più o meno da quando ha fatto fuori l’ultimo vero capo carismatico, Matteo Renzi.
Ci si chiede come può fare un partito in queste condizioni a competere con successo alle prossime europee, evitando una débàcle che sembra annunciata?
Gli ‘odiati’ capibastone che aveva deciso di sgominare, stanno ancora lì e l’aspettano al varco pronti a farne un sol boccone: un risultato sotto il 20% sarebbe una condanna certa per lei. Ma per fare cosa?
La carta Paolo Gentiloni, stimato commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari, ex presidente del Consiglio Italiano, in uscita da Bruxelles, con il carico di misere polemiche da parte della destra al governo in Italia, rappresenterebbe il jolly da calare sul tavolo per la rinascita politica “seria” del partito in vista delle prossime politiche.
Le quali, dopo appunto la consultazione per il parlamento di Strasburgo, potrebbero subire un’accelerazione, a prescindere dalle rassicurazioni della Meloni a proposito della tenuta dell’esecutivo da lei guidato.
E quindi la necessità da parte dell’opposizione di avere a disposizione una mano esperta e autorevole capace di mettere insieme una coalizione estremamente eterogenea e poco propensa al lavoro di “squadra”.
Se questa è l’ipotesi per Schlein si mette male, addio sogni di rivoluzione radicale della società e nuovi paradigmi delle relazioni umane a partire dai diritti e dalle regole economiche globalizzate che affamano il popolo. Tutto finito.
Non ha scelta la segretaria, deve rilanciare se vuole ‘sopravvivere’, crederci fino in fondo, anche a costo di farla lei la scissione se è il caso e vedere l’effetto che fa.