

di Peppe Papa
Basta niente per giocarsi la reputazione ai tempi che corrono, dove il “politicamente corretto” è diventato una sorta di religione oscurantista e si può venire crocifissi anche per una battuta riuscita male, come nel caso di Sauro Borghi, sindaco Pd di San Prospero nel modenese.
Durante un incontro pubblico sulla sanità, improvvidamente, preso da un eccesso di empatica convivialità e come se fosse al bar con gli amici, si è lasciato prendere la mano pronunciando una frase sessista rivolta a due professionisti presenti e riferita al personale sanitario: “Lui ha preso due donne belle, giovani e aitanti, mentre a lui danno solo dei catorci”.
Apriti cielo, immediata, figurarsi, è arrivata la dura reprimenda da parte della Conferenza delle donne del Pd e di Giuditta Pini, modenese come Borghi e componente della direzione nazionale del partito. All’incauto amministratore, mortificato e sinceramente contrito, non è restato altro da fare che annunciare la sua autosospensione dal partito e convocare una conferenza stampa per scusarsi pubblicamente.
Il poveretto non pensava di scatenare un tale casino per una cazzata detta senza rete, così, solo per far ridere, prendendosi l’ammonimento, come ha raccontato, anche delle sue due figlie femmine. Un disastro. Ha spiegato che la sua voleva “essere solo una battuta ironica, sicuramente infelice” e che per questo aveva deciso di tirarsi fuori dal partito cui aveva già procurato tanto imbarazzo.
“Mi auguro che non si alimentino ulteriori polemiche – ha detto sperando di chiudere lì la questione – perché mai e poi mai ho pensato di offendere nessuno e questa situazione – ha aggiunto in un estremo tentativo a sua difesa – è stata fortemente decontestualizzata e strumentalizzata”. Intanto dovrà espiare la sua pena, sparire dalla scena per un po’ fino a che tutto svanirà nel dimenticatoio.
Il fatto poi che Borghi sia stato fautore in passato della nascita del centro antiviolenza del territorio e promotore dell’associazione “I talenti di Minerva” formata da donne per la parità di genere, oltreché organizzatore di incontri nelle scuole per parlare di diritti e libertà delle giovani donne, non conta niente per un partito tra i più ‘bacchettoni’ del panorama politico italiano come il Pd. La forma è sostanza. Nessuna deroga per carità.