

di Peppe Papa
Come da più parti auspicato Più Europa finalmente scende in campo, decisa a recitare il ruolo da protagonista, nella realizzazione di una lista unitaria del fronte liberal per le elezioni europee del prossimo nove giugno. Il segretario, Riccardo Magi ha annunciato una convention a febbraio per presentare una piattaforma europeista sulla quale costruire un ‘cartello’ per Strasburgo aperto al contributo di chi ci sta.
Una iniziativa che ha sgombrato il campo dalle chiacchiere che giravano circa di un accordo già fatto con Azione di Carlo Calenda, in realtà sponsorizzato dal presidente del partito, l’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ma avversato dal gruppo di Benedetto Della Vedova più propenso a muoversi in proprio strizzando però l’occhio a Renzi, considerato più affidabile del volubile e assertivo leader azionista.
Nessuno ha scordato il suo voltafaccia dell’anno scorso, quando da un giorno all’altro ruppe l’intesa con il Pd di Letta sprofondando i radicali in una situazione tragica e imbarazzante. Emma Bonino, che pure con il senatore fiorentino ha qualche conto in sospeso, non ne vuole sentir parlare e, alla fine, è lei che decide. Per storia personale, carisma e perché è quella che ha i voti. Non a caso è l’unica a essere rimasta finora in silenzio.
L’unica certezza è che non si candiderà, il che non è una buona notizia per gli amici del suo partito, ma anche, ha fatto sapere, che “prima viene il messaggio, poi le alleanze”. “Stati Uniti d’Europa” è la parola d’ordine su cui va costruita l’intesa e che può rappresentare la chiave per varare un’unica lista nel segno di Renew Europe con Azione e Italia Viva, come auspicato qualche giorno fa da Stephan Sejourné, presidente del gruppo a Strasburgo e nuovo ministro degli Esteri francese.
Proprio Renew Europe terrà una iniziativa l’otto marzo a Firenze, alla Leopolda guarda un po’, per ribadire l’invito a non disperdere le forze, rivolto soprattutto a Calenda che continua a dire “mai con Renzi” e rende complicata l’operazione. Una chiusura che potrebbe costargli cara. Detestato dalla maggioranza dei radicali compresa l’iconica Bonino, il rischio di restare solo è più che concreto. E per lui sarebbe un guaio.
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