

di Serena Cirillo
Ha il fascino delle vecchie storie, degli anni ruggenti e del boom degli 80 la nuova trasmissione dal titolo “Tesori nascosti” condotta da Maria Chiara Casillo e prodotta da GT Channel che andrà in onda il mercoledì, a partire dal 15 maggio, alle ore 21 su GT Channel (con replica la domenica a mezzanotte), canale 117 del Digitale Terrestre. Si tratta di una preview televisiva perché la trasmissione vera e propria prenderà forma a ottobre prossimo, ma ugualmente ricca di spunti interessanti.
L’inviata speciale Titti Petrucci, stilista e imprenditrice nel settore moda, in ogni puntata entrerà nella casa di una donna diversa per aiutarla a creare il suo look rovistando nel suo armadio e mescolando capi vintage preziosi con pezzi nuovi, capi importanti e non, dal sartoriale al pret-à-porter, dall’artigianale alle grandi firme, all’insegna del riciclo, contro lo spreco e il consumismo.
In studio insieme alla conduttrice ci saranno due ospiti: uno fisso, Davide Rossetti, considerato un esperto di moda, e un proprietario di boutique diverso per ogni puntata. Il format, pensato per dare suggerimenti alle persone comuni nella vita quotidiana, ha un duplice scopo: quello di aiutare il pubblico a creare un look vincente e sempre adeguato alle circostanze, e quello di evitare lo spreco generato dallo shopping compulsivo.
Ma da dove nasce l’esigenza sempre più diffusa della ricerca di un nuovo stile? Perché un numero crescente di persone, soprattutto donne, ammette di essere in crisi o quantomeno in dubbio su come vestirsi? La risposta va cercata nei cambiamenti sociali e nella “velocità” del mondo di oggi. Fino a una ventina di anni fa la moda era più rigorosa e imponeva dei dettami precisi, allo stesso modo, lo stile da seguire per il proprio abbigliamento, sia sul lavoro che nel tempo libero, era più chiaro e prevedibile.
Ci sono ancora dei posti di lavoro che impongono un determinato “dress-code”, ma sono comuni soprattutto all’estero e in Italia vanno scomparendo. L’informalità, o il così detto stile “casual” sta prendendo sempre più piede anche in ambienti formali, e ciò inevitabilmente genera perplessità da parte della generazione passata che è stata abituata diversamente, e a volte anche da parte delle nuove generazioni che non hanno più modelli precisi da seguire.
La moda oggi è fluida e veloce come la società, si porta tutto e il contrario di tutto, si impongono sul mercato stilisti tradizionali, stilisti emergenti e, con drammatica prepotenza, le catene di fast fashion che hanno sostituito la grande moda italiana. Pertanto è più che mai necessario sapersi orientare per evitare errori o “cadute di stile”.
Dalle interviste fatte alle partecipanti, emergono tante storie di donne, non più giovanissime, che hanno vissuto gli anni d’oro del made in Itali, del boom economico e del primato mondiale della moda italiana. Storie parallele a quella della fashion che raccontano l’evoluzione e i cambiamenti di un’imprenditoria di successo che partiva dall’artigianato, fiore all’occhiello dell’economia del nostro paese e arte che purtroppo si sta perdendo, per poi conoscere la massima espansione con i grandi stilisti degli anni ’70, ’80 e ’90 che, dopo l’alta moda hanno creato il pret-à-porter.
Le donne in questione sono professioniste, imprenditrici, artiste e personaggi del mondo dello spettacolo e molte di loro affermano che la ricerca di un nuovo corrisponde all’esigenza di un nuovo stile di vita, al bisogno di cambiamento, o ad una nuova fase esistenziale. Nelle storie, sicuramente affascinanti, che le protagoniste racconteranno, stimolate dalla sagace stilista Titti Petrucci, si può rispecchiare ognuna di noi.
Per esempio, c’è la dirigente che si è dovuta riciclare come libera professionista e ha sentito la necessità di adottare un altro look, c’è la donna di spettacolo che dopo la gavetta ha raggiunto il successo e ha bisogno di rinnovare la sua immagine, c’è chi ha cambiato totalmente vita e deve rispondere a esigenze diverse. Ma non solo: c’è pure chi attraverso il proprio aspetto vuole (e a volte deve) comunicare qualcosa agli interlocutori per motivi professionali o persino etici, e chi ha semplicemente bisogno di rinnovarsi dopo un’esperienza di vita non necessariamente legata alla professione. Insomma, c’è tanto da scoprire nella trasmissione “Tesori nascosti” al fine di trovare un giusto equilibrio tra forma e contenuto fuori e dentro di noi.