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Pnrr, tutto merito di un algoritmo: Gentiloni ridicolizza Conte e manda l’avviso di sfratto a Schlein

Il Commissario europeo conferma quanto già rivelato da Renzi nel 2021, l’avvocato di Volturara Appulla si prende meriti non suoi. E il Pd farebbe bene a smetterla di corregli dietro

di Peppe Papa

L’immarcescibile capo del M5S Giuseppe Conte, un parvenu, piccolo impostore, artista di un trasformismo senza remore, capace di irretire i capi passati e presenti del Partito democratico tanto da farsi assegnare il titolo di “principale punto di riferimento dei progressisti”, questa volta  deve difendersi dall’attacco subìto da Paolo Gentiloni che lo ha smentito circa l’assegnazione dei miliardi del Pnrr, di cui tanto mena merito a sé stesso, rivelando che l’attribuzione della quantità di fondi a disposizione dell’Italia è merito di un algoritmo e che lui non c’entra niente.

Non una novità per la verità, visto che già nel 2001 lo aveva svelato Matteo Renzi nel corso di una kermesse organizzata dal giornale online “Linkiesta”, ma all’epoca la cosa non riscosse l’attenzione che meritava, passando per la solita “provocazione” del senatore di Italia Viva. Adesso è diverso: perché lo dice Gentiloni, e perché lo fa a ridosso delle elezioni europee. Un segnale per Elly Schlein, la segretaria del suo partito, e le correnti dei maggiorenti dem, ai quali verrà consegnato il conto il 10 giugno, quando saranno noti i risultati delle urne.

Il Commissario europeo, non è un mistero, è indicato da più parti come il prossimo candidato alla guida del Pd una volta tornato in Italia, come ha già annunciato, e un risultato modesto alla consultazione continentale rappresenterebbe il turning point che farebbe scattare la pratica. Insomma, si comincerebbe a far sul serio mettendo fine alla impostazione radicale, vagamente populista di sinistra impressa dalla Schlein al partito, impegnata a inseguire il campione dei Cinquestelle sul terreno a lui più congeniale del ‘cazzeggio’ politico senza costrutto, se non quello di tenere accesi i riflettori su sé stesso.

Basta corrergli appresso, dunque, dire le cose come stanno a partire proprio dalla medaglia che si è appuntato immeritatamente al petto, sui miliardi “strappati” per le sue capacità a Bruxelles che altrimenti non avremmo ottenuto. Così, nel libro intervista scritto da Paolo Valentino del Corriere della Sera, di cui il giornale ha dato anticipazione, Gentiloni ha ristabilito la verità, con i suoi consueti modi pacati. “Le quote di finanziamento assegnate ai diversi Paesi – ha spiegato – non sono state negoziate dai capi di governo

No, a stabilirle “è stato un algoritmo ideato e definito da due direttori generali olandesi”. “C’è un po’ di retorica italiana sul fatto che abbiamo conquistato un sacco di soldi”, ha proseguito, “ma non è vero, l’Italia è il settimo Paese in termini di rapporto soldi ricevuti e Pil. Ci sono altri che in termini relativi hanno portato a casa molto di più, dalla Spagna alla Croazia. Sempre grazie all’algoritmo”. Naturalmente l’avvocato movimentista non l’ha presa bene, bollando il discorso come uno “sproloquio”.

Dal Nazareno nessun clamore, ma è presumibile che le parole di Gentiloni abbiano creato un qualche imbarazzo, soprattutto perché suonano come il monito di un ‘adulto’ a lasciare perdere definitivamente Conte e che, quando ci sarà lui a tentare di federare il centrosinistra, il finto negoziatore non sarà mai un suo interlocutore, privilegiato o meno. Che è quanto il Pd dovrebbe incominciare a fare, a partire da subito. Molto chiaro. E chi deve intendere, intenda.

1 Comment

  1. Claudio ha detto:

    Errato il titolo. Non è il PNRR ad essere merito dell’algoritmo,
    bensì l’ammontare del fondo. Il PNRR è stato redatto alla fine da Draghi, che ha anche portato avanti le riforme richieste da Bruxelles per poter usufruire del Next Generation EU

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