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Giornata europea delle lingue, convegno a Palazzo Venezia sull’idioma napoletano

Il professor Davide Brandi, animatore dell’Associazione i “Lazzari” ha presentato “Le quattro giornate della lingua napoletana che si terrà al Maschio Angionino dal 28 settembre al 9 novembre 2024

di Serena Cirillo

Il 26 settembre scorso si è celebrata la giornata mondiale delle lingue e all’appello non è mancata la lingua napoletana, con la sua storia millenaria, la sua cultura e tutto ciò che nei secoli ha rappresentato e trasmesso.

L’infaticabile professor Davide Brandi, da sempre promotore del Napoletano (gestisce dal 2015 la prima scuola di lingua napoletana, annessa all’Associazione “I Lazzari”, dove si tengono corsi, esami, premi letterari ed eventi culturali dedicati a questo meraviglioso idioma), ha colto l’occasione per organizzare un convegno nella sede dell’Associazione, Palazzo Venezia, splendido edificio del quattrocento situato nel centro storico di Napoli.

Tutte le iniziative portate avanti dall’Associazione sono patrocinate dall’Unione Europea, i corsi che vi si tengono sono stati approvati dal Consiglio Europeo di Strasburgo e accreditati dall’UE come attività didattiche. Pertanto l’evento a Palazzo Venezia, unico al mondo relativo alla lingua napoletana, si inserisce nell’ambito della giornata delle lingue perché l’Unione ha inteso promuovere le lingue locali per salvarle dall’estinzione.

In un’atmosfera amichevole e quasi goliardica, complice la travolgente simpatia di Brandi, che da ottimo anfitrione napoletano ha salutato tutti gli ospiti ad uno ad uno, il convegno è iniziato con un excursus sulla diffusione della lingua napoletana nel mondo attraverso vari canali a partire dal 1600.

Nel XVII secolo Napoli era la città più popolata d’Europa e, grazie al forte fermento culturale, attirava studiosi da tutto il mondo. Le navi napoletane arrivavano nei maggiori porti commerciali, e con esse venivano esportate merci con nomi locali che si sono diffusi all’estero. Persino lo Zar Nicola I era amante della lingua napoletana, infatti ascoltava con piacere il Re Ferdinando I che la parlava spesso, tanto che in Russia vi era una vera e propria “moda” della cultura napoletana.

Tante compagnie locali venivano chiamate per mettere in scena opere teatrali e concerti, e ciò contribuì alla diffusione della lingua napoletana non solo in Russia, ma in tutta Europa per almeno un paio di secoli. Dopo l’Unità d’Italia cominciò l’emigrazione dei napoletani verso il nuovo continente, e questo fenomeno fu un altro mezzo per la diffusione della lingua.

E’ interessante notare che nei giornali americani dell’epoca, nella parte dedicata alla musica, non mancavano mai notizie su cantanti napoletani che si esibivano di solito a New York (città che ha registrato il maggior numero di emigranti). Brandi ha proseguito citando la filmografia (sia nel cinema che in tv), il teatro e la musica di ispirazione napoletana, e persino i cartoni animati, a diffusione nazionale, facendo presente che il seguito che vantano raggiunge numeri impressionanti anche tra i non napoletani.

I turisti che vengono a visitare la nostra città sono attratti, oltre che dalle bellezze paesaggistiche, architettoniche e artistiche, anche dalla forte identità culturale che la distingue da tutte le altre città italiane.  Dopo il racconto di aneddoti divertenti a testimonianza della diffusione della lingua napoletana nel mondo, c’è stata la presentazione delle attività didattiche dell’Associazione.

Il direttore ha illustrato i corsi che si tengono a Palazzo Venezia e quelli che verranno erogati nelle scuole pubbliche di primo e secondo grado, inseriti nei progetti PON dell’anno scolastico corrente. Davide Brandi ha poi mostrato la sua ultima novità editoriale: il quaderno per l’autunno (che segue il quaderno per l’estate), concepito per praticare la lingua napoletana in modo leggero, con esercizi e giochi.

Prima di concludere ha illustrato la prossima iniziativa: “Le quattro giornate della lingua napoletana”, evento che si terrà al Maschio Angioino dal 28 settembre al 9 novembre 2024. Con un titolo che richiama le quattro giornate di Napoli del 1943, si intende porre l’accento sulla “resistenza” del napoletano vero, che in tempi recenti subisce attacchi continui dalle contaminazioni dei gerghi, dei neologismi e dagli errori frequenti soprattutto nella forma scritta.

Numerosi sono stati gli interventi e le domande da parte del pubblico, molto curioso, che ha accolto con entusiasmo le proposte dell’Associazione. Lo staff ha salutato i presenti dando appuntamento al prossimo evento al Maschio Angioino.

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