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Il comico e l’illusionista, chiude il Circo Cinquestelle

Beppe Grillo rivuole il simbolo, Giuseppe Conte faccia il suo partito e lo chiami in altro modo se crede, ma no M5S. Alle ultime battute lo spettacolo degli inganni pentastellato

di Peppe Papa

Beppe Grillo rivuole il simbolo, Giuseppe Conte faccia il suo partito e lo chiami in altro modo se crede, ma no M5S. Questa, in parole povere, è la risposta alle deliberazioni dell’Assemblea costituente che ha inaugurato il nuovo corso pentastellato, dell’ex Garante e cofondatore, insieme a Gianroberto Casaleggiodel Movimento, di cui l’avvocato si è indebitamente impadronito con un gioco di prestigio.

Il comico ha aperto lo spettacolo e il comico lo chiude, come nei migliori varietà di una volta, del numero di illusionismo, che ha rubato la scena nel mezzo, resterà solo il fragore di un battimano effimero. La solenne kermesse che ha sancito la definitiva presa del partito da parte dell’ex premier, è da rifare secondo il comico, appunto, che ha presentato in proposito una richiesta formale. Accettata.

Nel giro di una settimana si farà, ha annunciato Conte, sottolineando la concessione con una certa sicumera. È pronto a giocarsela, insomma, non teme il confronto. Comparso dal niente e approdato a Palazzo Chigi, guidando due governi di orientamento opposto in rapida successione, ha rischiato di diventare anche il “punto di riferimento dei progressisti” (Copyright, la Ditta), niente lo spaventa.

Nessuno poteva sospettare, anche se per un capocomico come Grillo è imperdonabile, l’abile ascesa di un parvenu con la pochette, fino al punto di pendere dai suoi umori, i trasformismi e le alchimie politiche utili alle personali aspirazioni di potere. Tutti i nuovi parlamentari eletti sono fedelissimi e grazie all’eliminazione della regola dei due mandati si è garantito l’appoggio dei vecchi, cui ha fatto intravedere la possibilità concreta di tornarne in pista.

Il gioco è fatto e Beppe è rimasto a piedi, privato anche del lauto compenso elargito al garante che per lui è stato il colpo più duro da incassare, oltre la propria vanità ferita, e sicuramente la molla che ha fatto scattare il risentimento. Un circo, in breve, che speriamo sia alle ultime esibizioni, anche se purtroppo, ancora per un po’, ne vivremo gli strascichi. Il Movimento, così come l’abbiamo conosciuto e sopportato gli inganni molesti, in tutti i casi, non esiste più.

Grillo, intanto, come dicevamo, è più deciso che mai a non ollare il simbolo, questo è sicuro, il suo commercialista amico, Enrico Maria Nadasi all’Adnkronos è stato chiaro: “Beppe ha espresso la volontà di riaverlo indietro ed estinguerlo. Questo vuole e io sono d’accordo con lui”. E così andrà a finire, molto probabilmente, ma figuriamoci se il mago non troverà un altro trucco per continuare lo spettacolo. Si accettano scommesse.

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