

L'étoiles del San Carlo Claudia D’Antonio e Danilo Notaro
di Serena Cirillo
Sull’esempio di Milano con Roberto Bolle, anche a Napoli, in occasione dei festeggiamenti di “Napoli Millenaria”, il 29 aprile avrà luogo l’evento intitolato “Napoli Città Danzante” in coincidenza con la giornata mondiale della danza. Protagonisti saranno i ballerini étoiles del Teatro San Carlo, che vanta la prima scuola di ballo italiana annessa ad un ente lirico, e tutti coloro che vorranno partecipare alla lezione aperta a Piazza Plebiscito.
Per l’occasione la piazza principale della città sarà trasformata in un enorme palcoscenico dove sarà possibile partecipare, previa prenotazione, alla lezione di danza gratuita che terranno i danzatori professionisti del massimo partenopeo. A poche ore dall’apertura delle iscrizioni, oltre mille prenotazioni per l’evento destinato a diventare un appuntamento fisso a cadenza annuale.
In attesa del grande giorno, abbiamo intervistato due “maestri per l’occasione”: Claudia D’Antonio e Danilo Notaro, étoiles del San Carlo, entrambi formatisi alla scuola di ballo del teatro dove attualmente lavorano.
Claudia e Danilo, siete ballerini di successo, coppia fissa sulla scena, Claudia fresca di nomina ad étoile (livello più alto nella carriera di un ballerino), Danilo invece, ricopri questo ruolo dal 2020. Come vi siete avvicinati alla danza?
C. Ho incominciato a 8 anni per gioco, in una scuola di danza di provincia, perché i miei ritenevano utile farmi praticare un’attività sportiva ed espressi il desiderio di andare a scuola di danza solo perchè sognavo di indossare il tutù di tulle e le scarpette da punta. La mia maestra, accorgendosi delle mie doti fisiche, quando avevo 10 anni suggerì ai miei genitori di portarmi a fare un’audizione per la scuola del teatro San Carlo; fui presa e allora cominciai a prendere consapevolezza del vero significato della danza per me e della mia enorme passione.
D. Ero già un ragazzino quando due mie amiche appassionate di ballo latino americano, vedendo che avevo la dote innata di saper ballare, mi convinsero a frequentare la loro scuola e lo feci con piacere. La maestra, notando la mia facilità di apprendimento e intuendo un certo potenziale, mi consigliò di partecipare all’audizione per la scuola del San Carlo. Non conoscevo neanche l’esistenza della danza classica, ma entrare in quel tempio sacro ebbe su di me un impatto fortissimo che avrebbe cambiato per sempre la mia percezione della danza e la mia vita.
E’ cambiato negli anni il vostro rapporto con la danza?
C. Per me no, ogni giorno in sala ritrovo la stessa passione e la stessa dedizione che mi fatto affrontare con gioia i sacrifici e che mi spinge ad andare sempre oltre i miei limiti.
D. Durante gli anni della formazione ero più scettico sia sulle mie qualità, sia sulla carriera che avrei potuto realizzare. Man mano ho apprezzato il privilegio di trovarmi in un teatro così importante e di avere come maestri dei veri “mostri sacri” della danza, quindi la mia consapevolezza di ballerino vero è cresciuta col tempo.
Cosa provate quando siete in scena?
C. Un insieme di emozioni: ansia, paura, eccitazione…ma poi mi calo nel ruolo, comincio a danzare, e come d’incanto entro in un altro mondo.
D. Grande tensione per il mio inguaribile perfezionismo, ma quando inizio a danzare è come se entrassi in trance e passa tutto. Resta solo una grande gioia.
Come descrivereste l’evento del 29 aprile?
C. Un’occasione importantissima per permettere a tutti i giovani di avvicinarsi alla danza e trovare ispirazione.
D. Una svolta per il San Carlo e per Napoli. Un momento di condivisione in cui si annullano le distanze tra noi artisti e il pubblico, una grande opportunità per promuovere la danza.
Possiamo dire che la danza si fa portatrice di un messaggio?
C. Certo, trasmette amore per l’arte, la bellezza, diffonde cultura e suscita emozioni.
D. Sicuramente. Diffonde i valori positivi su cui si basa: senso estetico, ordine, disciplina e cultura trasversale. Quando interpreti un ruolo ti rendi conto di quanto è importante ed efficace la comunicazione extra verbale, il messaggio del corpo.
A questo proposito, qual è il ruolo a cui ognuno di voi è più legato?
C. Tatiana del balletto Onegin. Potente nella sua metamorfosi da ragazzina timida e insicura a donna determinata e forte, ruolo sempre attuale perché penso che in ognuna di noi ci sia stata, almeno una volta, una Tatiana.
D. Quello del momento, perché adoro interpretare ogni personaggio che mi viene richiesto e che studio approfonditamente. Allo stato attuale è Onegin, ruolo che interpreterò nella prossima produzione del San Carlo insieme ad una splendida Tatiana che sarà proprio Claudia.
Ora che siete all’apice della carriera, avete ancora un sogno nel cassetto?
C. Non mi sentirò mai all’apice della carriera perché il mio obiettivo è fare sempre meglio, ma se ci rifletto il mio sogno è di interpretare tutti i ruoli possibili e immaginabili.
D. Il mio sogno/augurio è di non perdere mai la passione, perché solo facendo questo lavoro con passione si riesce ad essere completamente felici.
E qual è il vostro desiderio per il futuro della danza?
C. La riapertura dei tanti corpi di ballo che purtroppo in Italia sono stati chiusi.
D. Una maggiore diffusione della danza e la volontà da parte delle Istituzioni di sostenerla.
Con quella luce negli occhi speciale di chi ha coronato un sogno, Claudia e Danilo si dichiarano felici e fieri di aver realizzato la loro carriera nel teatro della città in cui sono cresciuti. Consapevoli di essere dei privilegiati per non aver dovuto esportare il loro talento, hanno fatto una promessa a sé stessi: mettercela tutta per rendere sempre più glorioso il balletto del San Carlo. A noi, al pubblico, non resta altro da fare che sostenerli e applaudirli.
8 Comments
Grazie, articolo interessante e piacevole nella sua chiarezza
Mi fa piacere
Bravissima e particolarmente sensibile al tema della danza Serena Cirillo intervista i due primi ballerini del San Carlo, Claudia e Danilo e subito si percepisce l’entusiasmo e il sacro amore fatto di emozione e disciplina, felicità e sacrificio, Tersicore sarebbe contenta, lei, musa della danza, nella città sacra della Sirena Partenope!
Certo, la nostra città ha sempre onorato Tersicore
Niente da commentare…
Brava?
Non sono primi ballerini, sono Etoiles! E’ una qualifica più importante. Comunque, due ragazzi splendidi
Che bello!
Un evento emozionante