

di Serena Cirillo
Atmosfera di febbrile eccitazione per oltre 2000 ragazzi, già alle 11,30 di martedì mattina, nell’attesa che si aprissero i varchi di accesso a Piazza Plebiscito, trasformata per l’occasione in una mega sala di danza per la lezione tenuta dalle étoiles del Teatro San Carlo.
Tra i giovani che studiano danza, provenienti da ogni parte della Campania, c’erano anche dei giovanissimi in età di scuola elementare e qualche nostalgico più avanti con gli anni: mamme che avevano accompagnato i figli, qualche maestra, adulti che avevano studiato danza da piccoli e mai abbandonato la loro grande passione.
Sguardi carichi di entusiasmo che non riuscivano a nascondere l’emozione e la gioia di trovarsi al cospetto di grandi stelle della danza e condividere con loro la lezione. Ragazzi di varie età accomunati dallo stesso sogno: fare della danza la loro vita. Dall’altra parte del recinto, le sei étoiles che si preparavano a cominciare la lezione: Alessandro Staiano, Anna Chiara Amirante, Luisa Ieluzzi, Salvatore Manzo, Danilo Notaro e Claudia D’Antonio, anch’essi emozionati quasi come prima di andare in scena e contagiati dall’entusiasmo della folla.
Danilo Notaro, intervistato da Cityweek la settimana scorsa, ha ribadito: “Questo è un giorno importante per Napoli e per la danza, inauguriamo un evento destinato a diventare un appuntamento fisso, con l’obiettivo di dare maggiore risonanza al Balletto del San Carlo e, tramite esso, alla danza in Italia”.
I maestri per l’occasione, vestiti di bianco hanno preso posto su un palco al centro della piazza, le sbarre per gli allievi tutte intorno, mentre primi ballerini e solisti, vestiti di nero, giravano tra i ragazzi offrendo loro preziosi consigli, correzioni e suggerimenti. E’ cominciato con i saluti del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredisoddisfatto di aver promosso l’iniziativa fortemente voluta dalla direttrice artistica di “Napoli Millenaria”, Laura Valente, da sempre sensibile alla nobile arte della danza che negli anni è stata purtroppo trascurata dalle Istituzioni.
Il primo cittadino ha ringraziato contestualmente Clotilde Voyer, direttrice del corpo di ballo del San Carlo, ed Emanuela Spedaliere, direttrice generale del massimo partenopeo per aver messo a disposizione le loro risorse in questo grandioso evento. Dopo i saluti delle autorità, ha preso la parola Alessandro Staiano, che ha introdotto la lezione spiegandone lo svolgimento con affettuose parole di incoraggiamento per tutti gli allievi presenti.
I sei danzatori, a turno, hanno spiegato gli esercizi da svolgere con grande perizia e professionalità, e allo stesso tempo con una dolcezza che non ha avuto nulla della proverbiale severità attribuita ai maestri di danza classica dall’immaginario collettivo. Appena la lezione è iniziata, sulle note del Maestro di pianoforte del balletto del San Carlo Nello Mallardo, sulla piazza gremita è calato il silenzio, come se anche la popolazione di curiosi accorsi per osservare e scattare foto si inchinasse dinanzi a quella musica soave e alla sacralità della danza.
La lezione è proseguita tra spiegazioni accurate e battute dei maestri fatte per sdrammatizzare, ma anche per rimarcare il momento di forte condivisione ed inclusione. La direttrice Clotilde Voyer, con gli occhi lucidi dell’emozione, dichiarava con toni accorati:
“Vorrei che eventi come questo fossero all’ordine del giorno a Napoli, che vanta la scuola di ballo di Ente lirico più antica d’Italia, e in tutta la nazione. Non dobbiamo dimenticare che la danza classica è nata in Italia, le corti di Russia e Francia nei secoli scorsi hanno chiamato maestri di ballo italiani, ed è grazie a loro che, nel tempo, il balletto russo e francese sono diventati i più importanti al mondo. Dobbiamo tanto alla tradizione ballettistica italiana, per questo la danza in Italia non deve essere trascurata ma esaltata, rilanciata e tenuta nella considerazione che merita”.
La lezione si è conclusa con gli esercizi di “port des bras”, come accade in ogni scuola di danza del mondo, di qualsiasi livello e in qualunque classe, quasi un rito, un saluto e un ringraziamento ai maestri, seguito da un applauso.
Come all’inizio, anche alla fine Alessandro Staiano ha preso la parola per salutare ed inviare un messaggio alla platea: “Ciò che vediamo oggi da questa piazza gremita è che la danza in Italia è amata, quindi va salvaguardata , soprattutto nei teatri e nelle fondazioni. I corpi di ballo devono essere preservati e ampliati, perché è in essi che tutti questi ragazzi sognano di trovare lavoro, essi sono l’obiettivo di tutti coloro che con impegno e sacrifici perseguono lo loro passione”.
8 Comments
Complimenti! Davvero bello l’iniziativa e esauriente ed interessante l’articolo!
Grazie Carolina, peccato che non sei venuta, avresti potuto fare delle bellissime foto
Bellissimo evento! Speriamo diventi in appuntemto fisso, così da poter accogliere anche chi arriva da fuori….grazie Serena per aver descritto con le parole grandi emozioni che solo chi ama la danza sa riconoscere! Grazie!
E’ stato un evento davvero emozionante, sicuramente diventerà un appuntamento fisso, la volontà delle Istituzioni c’è.
Grazie infinite :la danza è un’arte sublime e merita tanto amore
Almeno merita più attenzione da parte del Governo e della Istituzioni, spero che se ne stiano rendendo conto. Intanto alcune associazioni del settore si stanno mobilitando per dare maggiore rilievo alla danza, la più trascurata delle arti dello spettacolo.
Quanto è bella Napoli quando mette in mostra tutto il suo amore per la cultura e l’arte!
Per fortuna le iniziative culturali sono tante. Andrebbero pubblicizzate e seguite di più.