Renzi sprecato, opposizione allo sbando: tra Schlein e Conte, il centrosinistra sceglie la confusione
Dicembre 17, 2025
Rivolta in Iran, imbarazzo Pd: Schlein tace per non disturbare il ‘campo largo’
Gennaio 7, 2026

Meloni, Schlein, Conte e Salvini: anatomia del disastro populista

Manovra finanziaria: dal trucco sulle pensioni alla farsa dell’oro di Bankitalia, fino alla sinistra che invoca patrimoniali mentre esulta per l’abolizione dell’Imu. Quando la propaganda smette di fingere

di Alfio Mancini

Ecco a voi, l’ennesima sceneggiata attorno alle pensioni. Quella serie di norme partorite dal governo con l’unico obiettivo tanto semplice, quanto indicibile: far lavorare tutti più a lungo fingendo di non farlo. Un’operazione di illusionismo politico degna di Las Vegas, ma con esiti decisamente meno divertenti.

C’è il capitolo Lega. Il partito di Matteo Salvini, che da anni giura di voler “abolire la Fornero”, ma che continua a far finta che basti ripeterlo per vederlo realizzato. E, quel che sorprende, è come sia possibile che i suoi elettori continuino ancora, a stargli dietro.

Il tutto condito dalla trovata finale: infilare le norme pensionistiche non più nella legge di bilancio, ma in un decreto ad hoc, mentre Giorgia Meloni era impegnata nel Consiglio europeo su asset russi e sostegno all’Ucraina. Una coincidenza talmente perfetta da sembrare scritta male. Il Quirinale, con una rara combinazione di rigore costituzionale e senso del limite, ha fermato tutto prima che il pasticcio diventasse irreversibile.

Lo stesso schema ripetuto su scala minore — ma in maniera meno grottesca — con Fratelli d’Italia e la questione sollevata sull’oro della Banca d’Italia. Un classico del repertorio complottista, già visto ai tempi top del grillismo. Era il 2014 quando Carla Ruocco, allora deputata M5S, chiese dove fosse l’oro di Bankitalia. Ignazio Visco, incredulo, rispose che era in Banca d’Italia. Dove alcuni parlamentari erano persino andati a vederlo, salvo poi chiedere chi garantisse che fosse “vero oro”.

Oggi la scena si ripete, ma con mezzi più espliciti, almeno dal punto di vista mediatico: un manifesto con il volto di Meloni che celebra una presunta «vittoria di Fratelli d’Italia» perché «le riserve auree saranno del popolo italiano». Una frase che riesce nell’impresa di stracciare persino i grillini d’antan, rilanciando il solito sottotesto: l’Europa cattiva, la Bce sospetta, un sòrdito piano per fottere i cittadini.

A dimostrazione che il cospirazionismo no-euro resta il vero collante culturale del grande blocco populista, dal Movimento 5 stelle a Fratelli d’Italia, passando ovviamente per la Lega. Anche se il quadro non migliora guardando dall’altra parte del fronte.

Oltre ai funambolici trasformismi del leader del Movimento, Giuseppe Conte, c’è un Partito democratico che ha scelto l’appiattimento sul movimentismo parolaio del segretario della Cgil, Maurizio Landini. Lo stesso che propone una patrimoniale citando numeri sparati a caso, sostenendo che esisterebbero 500mila italiani con «un reddito netto» superiore ai 2 milioni di euro l’anno.

La Banca d’Italia – spiega – dice che nel nostro Paese, su 59 milioni di abitanti circa, ce ne sono 500mila che hanno un reddito netto superiore ai 2 milioni di euro l’anno. Noi chiediamo un contributo di solidarietà su queste 500mila persone dell’1,3 per cento sulla loro ricchezza, che potrebbe produrre 26 miliardi di entrate per lo Stato”.

Si potrà dire che sia stato un lapsus, che intendesse dire “patrimonio” e non “reddito”, che abbia confuso cifre e basi imponibili. Benissimo. Patrimoniale sì, dunque. Ma tocca ricordare, che una tassa patrimoniale esisteva già e che il centrosinistra rivendica di aver abolito. Si chiamava Imu.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *