

di Gaetano Piscopo
Oggi il saluto a Santa Chiara di uno dei più brillanti esempi di competenza, professionalità e visione. Luigi Nicolais è stato la dimostrazione, che, quando la politica vuole governare sul serio introduce le migliori risorse. Lo ha fatto Bassolino nella sua giunta regionale. Lo ha ripetuto Prodi nominandolo Ministro. Luigi Nicolais si è distinto sia come accademico e scienziato che come amministratore. Non ha fatto mediazioni svendendo il suo essere e i ruoli che ha ricoperto se li è tutti conquistati e meritati per la sua competenza. Soprattutto ha dimostrato le sue grandi doti umane lasciando un solco profondo nel suo passaggio terreno che si spera possa essere da esempio e monito per chi ha a cuore le sorti della Campania.
“Caro Gino sei stato capace di cogliere gli apprezzamenti di tutti, in modo trasversale. Anche chi ti ha ostacolato nel percorso accademico e politico oggi deve ammettere le tue grandi doti. Sei stato un vero innovatore, uno che è riuscito a coniugare il progresso tecnologico con lo sviluppo del territorio e la giustizia sociale. Ti definivano un tecnico prestato alla politica ed invece avevi la visione della prospettiva che è la qualità più preziosa che un leader deve avere per poter amministrare. Non sto qui ad elencare i tuoi ruoli, studi, incarichi. Non mi soffermo neanche sui preziosi risultati che lasci in eredità grazie alle tue intuizioni ed iniziative. Oggi sento più la necessità di soffermarmi sul rapporto che ho avuto il privilegio di avere con te. Proprio oggi ricorre l’anniversario del nostro primo incontro. Il 13 gennaio del 2008 al Castello Baronale di Acerra si tenne un convegno organizzato dalla Fondazione “Gaetano Caporale” su “Ambiente e Innovazione come chiave di volta del nuovo modello di sviluppo”. Io ne ero relatore e tu concludevi nel ruolo di Ministro dell’Innovazione e Riforma della P.A.. In un’area attraversata dalle contestazioni contro l’insediamento del Termovalorizzatore, avemmo il coraggio di essere fortemente contestati pur di sostenere che nella Terra dei Fuochi, dove si continuava a sotterrare di tutto inquinando le falde acquifere, l’insediamento del Termovalorizzatore era un segno di civiltà. C’erano deputati, consiglieri regionali, associazioni di categoria. Solo tu difendesti le mie tesi rafforzandole nonostante provassero a far saltare l’iniziativa creando subbuglio tra i partecipanti. Ci voleva coraggio e tu lo dimostrasti senza esitare. Da quel momento ci siamo costantemente confrontati su diversi temi ed è nata una stima reciproca. Abbiamo discusso di aerospazio, di ricerca sui materiali speciali, di assetti dei territori, di politica. Sempre con una visione comune ed ho avuto modo di apprezzare il tuo valore umano. Mi rimane un grande rammarico, quello di non aver fatto in tempo ad organizzare un evento improntato sulle tematiche a te care con l’associazione Realtà Futura. Ne avevamo discusso, ma poi… l’inaspettato. Ciao Gino, mi mancheranno le nostre lunghe conversazioni, il tuo supporto nei momenti difficili e la tua brillante intelligenza che illuminava il nostro confronto”.
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Una grande perdita per la città