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Da Caravaggio a Maradona: così i “non napoletani” hanno fatto grande Napoli

Presentato al Grand Hotel Parker’s il nuovo volume di Michelangelo Iossa: cento storie di uomini e donne nati altrove ma diventati parte dell’anima di Napoli. Un viaggio tra cultura, identità e appartenenza che dimostra come napoletani, prima ancora che per nascita, si possa diventare per scelta

di Serena Cirillo

Non conta dove sei nato. Conta quanta Napoli è nata dentro di te“. Con questa frase, diventata il filo conduttore dell’incontro, si è chiusa lunedì 20 luglio al Grand Hotel Parker’s la prima presentazione nazionale di Non siamo napoletani – I 100 non napoletani che hanno fatto grande Napoli, il nuovo libro del giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, edito da Edizioni MEA con la prefazione di Renzo Arbore. Si tratta del ventesimo volume firmato da Iossa, da oltre trent’anni firma di testate come Corriere della Sera e Corriere del Mezzogiorno, docente all’Università “Suor Orsola Benincasa” e tra i più noti divulgatori italiani di musica e cultura pop.

Il libro ribalta un luogo comune radicato: la napoletanità, sostiene l’autore, “è un atto di volontà, una scelta di vita“. Attraverso cento storie – da Caravaggio a Diego Maradona, da Vittorio De Sica a Renzo Arbore, da Alexandre Dumas a Domenico Modugno – il volume racconta come molte delle figure che hanno costruito il mito partenopeo non fossero nate all’ombra del Vesuvio, ma abbiano scelto la città lasciandosene trasformare. Più che una raccolta di biografie, “Non siamo napoletani” si presenta come una dichiarazione d’amore per una città che da secoli costruisce la propria identità attraverso incontri e contaminazioni, riconoscendo come propri quanti ne condividono lingua, visione e anima. La cornice della presentazione non è stata casuale: il Grand Hotel Parker’s fu creato da un altro “non napoletano” diventato parte della storia cittadina, Sir George Parker, di cui l’autore ha raccontato un aneddoto curioso legato all’antico hotel Tramontano, salvato all’epoca da un’asta giudiziaria proprio grazie a Parker.

Ad aprire l’incontro, il saluto della direttrice e l’intervento dell’editrice Geltrude Vollaro, che ha ripercorso la genesi di un volume ricco tanto di storia quanto di cultura. Il dialogo con l’autore è stato condotto con garbo e rigore accademico dalla professoressa Paola Villani, che ha toccato anche il delicato tema dello ius soli, mettendo in relazione l’identità napoletana raccontata nel libro con il più ampio dibattito sull’appartenenza e la cittadinanza. Non sono mancati momenti di leggerezza, come il ricordo dell’intervista a Renzo Arbore da parte dell’autore, o il racconto di come G. Parker salvò l’albergo dicendo: “Mettetelo sul mio conto”. Ad accompagnare la serata, gli intermezzi musicali del cantautore Diego Moreno. L’evento, riservato agli invitati e già sold out, si è chiuso in convivialità, tra un caffè e le immancabili sfogliatelle offerte dal Grand Hotel Parker’s, con vista sul golfo di Napoli. L’uscita del libro coincide con un momento di riconoscimenti per Iossa, che nel mese di luglio 2026 riceverà anche il Premio Eccellenza Italiana (Italy Award), nell’ambito degli Stabiae Award, e il Premio Eccellenze Campane, assegnato durante la manifestazione “Emozioni in Piazza“.

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