Al bluff di Renzi nessuno va a ‘vedere’, intanto Conte fa marcia indietro
Dicembre 22, 2020
Poker all’italiana: l’azzardo di Conte, sfida a Renzi in parlamento
Dicembre 31, 2020

Riformisti per “Napoli capitale”: subito una legge ad hoc per il rilancio

Un debito che supera i due miliardi e mezzo di euro è l’eredità che Luigi De Magistris lascerà al suo successore il quale non avrà alcun margine di manovra con un macigno finanziario di questa portata. Serve un accordo bipartisan per una legge ad hoc, come quella per Roma, che consenta la ripartenza.

di Pino De martino

Dieci anni di governo populista hanno affossato Napoli. Politiche di bilancio scellerate; vuoto amministrativo, gestionale e programmatico, hanno portato a un debito che oggi supera i 2 miliardi e mezzo. Questo è il grave lascito che le amministrazioni de Magistris consegnano in eredità ai cittadini.

Napoli è oggi una città senza governo; disastrata sul piano urbanistico e della manutenzione; in ginocchio per efficienza e qualità dei servizi; mai risanata dalle pendenze e dai ritardi pregressi e ora prigioniera di un debito quadruplicato negli anni e grosso quanto una montagna.

Se il Comune è ancora in piedi lo deve ai vari governi nazionali che lo hanno più volte salvato dal crac. E a qualche inciucio politico poco onorevole: il declino di una città si misura anche dalla qualità della sua rappresentanza politica in consiglio comunale, spesso senza che le forze politiche possano granché intervenire.

Lo stato dell’arte

A pochi mesi dalle elezioni amministrative questo è il quadro. La situazione economico-finanziaria del Comune è talmente compromessa che non esistono misure ordinarie capaci di risollevarla.

L’unica soluzione era dichiarare il dissesto. Una bocciatura politica clamorosa che il sindaco ha evitato poco prima di Natale grazie all’intervento last minute di pochi consiglieri di opposizione.

E qui gli interessi spiccioli di parte hanno avuto ragione sulle più importanti sorti della città. Lo stato dell’arte oggi è tale da far tremare i polsi a chiunque. E grava come un macigno sul futuro.

Lo sanno bene i responsabili dei partiti a Napoli, ma soprattutto a Roma, alle prese con la difficoltà di individuare candidature di peso che accettino una sfida tanto improba e difficile.

Sia il centrodestra che il centrosinistra stanno misurandosi con questo problema: chiunque sarà il nuovo inquilino di Palazzo San Giacomo, non avrà alcun margine di azione con un indebitamento di questa portata. Dunque, serve intervenire prima.

Occorre che per Napoli intervenga lo Stato con strumenti finanziari eccezionali.

Serve un accordo al di sopra delle parti tra gli esponenti parlamentari campani, istituzioni, parti sociali e associazionismo per strappare al Governo una legge ad hoc capace di individuare quelle soluzioni opportune per consentire, a chiunque venga eletto sindaco, di poter lavorare al rilancio di questa città senza il capestro, l’assillo quotidiano di debiti miliardari.

Serve una legge per Napoli Capitale del Mezzogiorno, in linea con le aspettative europee di recupero dei gap sociali e produttivi per le aree svantaggiate. Nessun nuovo inciucio, dunque. Ciascun partito di maggioranza e opposizione resta al suo posto per la funzione che in democrazia è chiamato a svolgere.

I socialisti, liberali e riformisti di Napoli si richiamano a qualcosa di molto simile a quanto fatto per Roma. Alla Camera dei Deputati, come si sa, esponenti parlamentari di maggioranza e opposizione hanno votato quasi all’unanimità un ordine del giorno che riconosce più potere e più fondi alla città di Roma.

I Riformisti per Napoli

I socialisti riformisti e liberali di Napoli (Club Panagulis, Realtà futura, Cuore riformista) ritengono che sia giunto il momento per dimostrare che anche a Napoli si può fare squadra per il bene comune.

Si tratta di superare egoismi e interessi particolari. Si tratta di mettere da parte diffidenze reciproche, conflittualità, rancori e vecchie ruggini tra forze politiche diverse e lavorare ad un obiettivo condiviso e indispensabile: dare a Napoli, prima del voto, gli strumenti finanziari necessari a superare il grave disavanzo economico-finanziario.

Strumenti senza i quali sarà impossibile per chiunque venga eletto alle prossime elezioni comunali pensare ad un qualsiasi rilancio della città. Prima ancora di fare nomi, di elaborare programmi e di lanciare proposte, diamo tutti insieme a questa città i poteri e le risorse economiche indispensabili per governarla.

Poi ciascuno sarà libero di presentare progetti di governo, coalizioni, liste che ritiene più opportuno seguendo il principio del confronto democratico.

Ripensare Napoli

Liberi da un capestro di debiti e disavanzi, sarà possibile, anche attraverso il Recovery fund, avviare una stagione di ammodernamento e riqualificazione della città.

Il sistema di aiuti economici messo in campo dall’Europa per fronteggiare la crisi conseguente alla pandemia da Coronavirus, potrebbe dare una mano a raggiungere questo obiettivo. Esso mira a rafforzare le aree di sottosviluppo e di ritardo socio economico e rappresenta un’opportunità da non sprecare per consentire alle amministrazioni comunali di poter operare su progetti di riqualificazione, ammodernamento e sviluppo.

I socialisti, liberali e riformisti di Napoli lavoreranno per una stagione di rilancio e di riprogettazione della città.

Napoli ha bisogno di un piano urbano di mobilità sostenibile, di una completa riorganizzazione e ammodernamento dei servizi, di riqualificazione di pezzi importanti della cinta urbana e dell’area metropolitana (leggi Centro Storico, area Orientale e Occidentale, periferie); riqualificazione del verde pubblico; valorizzazione ed efficientamento dei beni ambientali e culturali; polo dell’innovazione e della tecnica.

Su queste sfide, su queste opere di riforma e ripensamento della città, i socialisti, liberali e riformisti di Napoli sono pronti a dare il proprio contributo a favore del bene comune per una Napoli all’altezza del suo ruolo nel mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *