

di Peppe Papa
Conte ritorna “avvocato del popolo”, prova a sfilarsi dalla morsa dei partiti che sostengono il suo governo e si prepara alla sfida finale con Renzi, deciso più che mai a volere la sua testa.
Lo ha fatto con un lungo post sul suo profilo Facebook con il quale ha restituito un’immagine di sé paterna, rassicurante, paziente, come si addice a un vero capo famiglia.
Ha dapprima rassicurato gli italiani di stare lavorando, con non pochi sforzi, al rafforzamento e coesione della maggioranza al fine di una maggiore solidità di governo. Poi ha sciorinato le iniziative di cui si è fatto promotore e che intende portare a termine per il bene del Paese, sempre che qualcuno non si metta di traverso. Ogni riferimento al leader di Italia Viva è puramente casuale.
Dal piano di vaccinazioni, “siamo il primo Paese dell’Unione europea per numero di persone vaccinate”, al Recovery plan per il quale “serve un grande sforzo collettivo”, fino al giuramento solenne, “lavorerò sempre per il vostro bene, il bene comune, e non per il mio utile personale”, l’elenco delle cose da fare è lungo e impegnativo, non si può perdere altro tempo appresso alle bizze di chi rema contro.
“Mai come adesso – ha rimarcato – dobbiamo lavorare per introdurre nuove misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori, alle imprese” E a questo riguardo ha annunciato che “già la settimana prossima” porterà al Consiglio dei Ministri la richiesta di scostamento su cui poi il Parlamento sarà chiamato a esprimersi, così “da poter varare un nuovo decreto-ristori per alleviare le difficoltà in particolare degli operatori economici”.
Il problema è che il Cdm potrebbe riservare delle sorprese, tipo l’addio della delegazione di Iv al governo. Una possibilità concreta, messa nel conto dal premier, ma che non sembra preoccuparlo.
In fondo lui non ha un partito, Pd e 5Stelle potrebbero mollarlo in qualsiasi momento, ma ha dalla sua un significativo gradimento popolare.
Accettare la sfida di Renzi giocandosela sul piano politico-istituzionale, potrebbe essere un buon test per il suo partito personale, un terzo incomodo che certo non farebbe piacere a dem e grillini tenere tra i piedi a contendersi lo stesso elettorato.
La decisione di provarci, comunque, sembra essere stata presa. “In questi giorni – ha confessato infatti nel post – sto ricevendo molti inviti, anche autorevoli, ad ‘essere paziente’. Ma io non sono affatto paziente – ha sbottato -, al contrario, sono impaziente”. Parole di chi sente il peso di una responsabilità e dice basta ai giochetti di una politica inconcludente. Perfetto, Casalino ha fatto un buon lavoro.
“Il Paese sta soffrendo – ha affermato – e abbiamo una chance storica di poterlo rilanciare e ricostruire ancora migliore di prima. Abbiamo così tanti problemi da risolvere – ha proseguito – e così tante soluzioni da offrire, soluzioni a cui hanno contribuito tutte le forze di maggioranza e che ritengo valide ed efficaci, che non vedo l’ora di poter superare le fibrillazioni in corso”.
E a tal proposito ha lanciato il monito agli alleati sottolineando che la solidità dell’esecutivo è la premessa senza la quale è “arduo” perseguire obiettivi che richiedono “piena dedizione e acuta lungimiranza”. Pertanto “non sono ammesse distrazioni – ha aggiunto severo – per rispetto dei cittadini e del momento che stiamo vivendo”.
Bene, questo è parlare da leader. Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà, la settimana entrante dovrebbe essere decisiva, Renzi sembra sempre più determinato a staccare la spina, anche lui sta giocando una partita che non prevede il pareggio.
“Se devo stare in maggioranza per non far niente – ha detto ieri intervistato da ‘Stasera Italia’ – preferisco stare all’opposizione”. Speriamo solo che non finisca in farsa. Un po’ di pietà, insomma, per gli italiani stremati.
1 Comment
Quello che ha scritto Casalino sul sito di Conte è il solito sproloquio non solo che non dice niente, ma racconta falsità. Italia Viva, con Renzi, a giugno aveva chiesto a Conte che sul Recovery ci fosse un dibattito in Parlamento da cui trarre le linee sui cui scrivere materialmente il documento da presentare a Bruxelles. Conte non solo non ha risposto ad una richiesta non solo legittima ma utile, perché dl Parlamento sarebbe uscita una linea sul tema espressione della volontà degli italiani, ma – e nessuno ha la capacità di dirlo e scriverlo – alla data odierna il documento sul Recovery nessuno l’ha ancora visto, perché ancora non è stato ancora scritto. Lo stanno elaborando velocemente e forse domani, lunedì 11 gennaio 2021 – sarà, così dicono i giornali, finalmente pronto e presentato ai ministri per un primo esame. Quindi è Conte che è mancato al suo dovere di preparare da giugno il documento sul Recovery e accusare Renzi e Italia Viva di volerlo vedere mi sembra quanto meno un comportamento che denota il basso livello istituzionale ed educativo di Conte. E chiediamoci: se non ci fosse stata Italia Viva a far saltare l’approvazione a scatola chiusa dei titoli del documento arrivato ai ministri alle due di notte, quale porcheria avrebbero oggi sulla coscienza ministri e soprattutto Conte? perché voleva imbrogliare? E perché su questo i media sorvolano volentieri, avendo trovato in Renzi un bel capo espiatorio? Perché non si analizzano, calendario alla mano, le date degli interventi di singoli partiti di maggioranza c le risposte di Conte? Allora si vedrebbe davvero chi si è comportato bene, chi ha preferito sonnecchiare e chi ha cercato di confondere le carte. E chi confonde le carte ha qualche interesse che deve restare segreto.