

di Alfio Mancini
E’ in lista con “Azzurri per Napoli“, la formazione che sostiene il candidato di centrosinistra, Gaetano Manfredi, alla quale ha dato vita il consigliere uscente ex Forza Italia, Stanislao Lanzotti e a cui hanno aderito altri reduci del partito di Berlusconi che lo hanno seguito nella nuova avventura e i renziani di Italia Viva.
Adelchi Manero, 52 anni anni, popolarissimo gestore della buvette del consiglio comunale a via Verdi ha fatto il grande salto candidandosi, dopo due precedenti esperienze alla seconda Municipalità con Gianni Lettieri prima nel 2011 e Valeria Valente poi nel 2016, all’Assise cittadina più importante dove, come dicevamo, è di casa.
Nel ‘Palazzo’ lo conoscono tutti e da tutti è apprezzato per professionalità, gentilezza e, soprattutto, discrezione. Al bancone del suo bar, tappa obbligata per consiglieri e dipendenti dell’amministrazione, si disegnano strategie, si sanciscono patti e si discute di cose spesso riservatissime. Ma da lui mai un pettegolezzo, o un motivo di risentimento.
“Sono amico di tutti – dice – non entro nelle cose politiche, ho sempre pensato a fare il barista, i consiglieri si sono messi sempre a disposizione con me, come io con loro. Non parlo di quello che succede in Consiglio, è una questione di serietà , e poi non ascolto tutto quello che si dice davanti a un caffè, o seduti al tavolino, faccio della discrezione la cifra principale del mio comportamento“
Sarà per questo che il suo nome è circolato insistentemente tra i politici in consiglio comunale nel tentativo di convincerlo a scendere in campo, confidando sulla sua popolarità e una famiglia molto conosciuta in città, da sempre attiva nel mondo della ristorazione, gli Amedola di cui ha sposato una figlia, Carmela che con lui porta avanti l’attività.
“È la prima volta che mi candido al Comune – racconta Manero – ho ricevuto tante richieste dai consiglieri per affiancarli candidandomi di nuovo alla Municipalità, così per non far dispetto a nessuno – sottolinea sornione – ho pensato di candidarmi io direttamente al Comune“.
Ed è una doppia corsa perché, oltre per l’Aula principale, si presenta nuovamente alla seconda Municipalità, in squadra questa volta col gruppo riformista del consigliere uscente Fulvio Frezza, eletto nel 2016 con De Magistris ma in seguito trasferitosi armi e bagagli alla corte del governatore Vincenzo De Luca.
“Ci credo nelle cose faccio“, sostiene convinto, sottolineando di non farlo per questioni venali. “Non ne ho bisogno” chiarisce infatti con orgoglio, anzi. “Nel caso venissi eletto – assicura – gli emolumenti da consigliere li devolverò tutti a qualche associazione per curare i bambini malati, ho perso una nipote di otto anni con una grave malattia“. E questo gli fa onore.