

di Gennaro Prisco
Angela Merkel, sulle note della cantante punk, Nina Hagen, in un clima preoccupato per la pandemia che sta mettendo in ginocchio la sanità pubblica più attrezzata d’Europa, seminando morte, lutti e lockdown, ha passato la mano al nuovo cancelliere Olaf Scholz, affermando di essere d’accordo con l’obbligo vaccinale, perché la consapevolezza tedesca si è infranta su un 34% di non vaccinati, dichiarando: “Mi sentirei meglio se fossimo in una situazione come quella dell’Italia”.
Eh, sì. Il nord Europa questa volta deve ammettere che gli italiani sono stati bravi nell’affrontare, primi in Europa, la diffusione del Covid19 nella sua fase iniziale, con un paese senza piani sanitari di contrasto aggiornati, travolto dai numeri delle infezioni, chiuso dentro le case a cantare sui balconi: “Viva l’Italia, ce la faremo”.
Siamo stati fortunati ad avere in quel momento un governo del Paese giallorosso, Salvini e company all’opposizione e un Primo ministro, Giuseppe Conte, che accedendo al debito buono, ha tenuto botta alla crisi economica, ma non a quella politica, esplosa come un mortaretto di capodanno, con l’accensione della miccia da parte di Matteo Renzi che ha portato all’avvento dell’etico banchiere, Mario Draghi, sostenuto da una maggioranza multicolore, che vede fuori la sola Giorgia Meloni, leader di una destra che più Giorgia non si può.
Possiamo affermare che il 13 febbraio 2021, con l’insediamento del governo Draghi, si sono confermati due declini: quello delle forze politiche parlamentari e quello dei leader politici. Entrambi assolutamente fuori asse con un Paese che ha una voglia matta di prendere a schiaffoni i no vax e chiunque non sostiene questo Primo ministro di assoluta capacità di governo, con un plafond prestigioso internazionale.
Che gli consente di decidere rendendo ridicolo Matteo Salvini e bocciando senza appello due ministri, quello della Salute, Roberto Speranza e quello della Scuola, Patrizio Bianchi, che in una circolare congiunta, disponevano che bastava un solo caso di Covid19, in una scuola per attivare le lezioni a distanza per tutti.
Una decisione assolutamente non linea con i numeri degli infetti e con le energie umane e finanziarie investite per la scuola in presenza, dove vige, per il personale, l’obbligo vaccinale e mentre si avvia, dopo l’ok dell’Aifa, la vaccinazione per i bambini dai cinque agli undici anni.
Draghi ha messo a nudo un parlamento occupato da deputati e senatori che mai rinuncerebbero al proprio ‘reddito di cittadinanza’ fino all’ultimo accredito, dell’ultimo mese della legislatura. E la destra, che le elezioni le vorrebbe domani mattina, non ha potuto far altro che abbozzare. Meno male che è andata così. La spesa vale la pesa e la Merkel vorrebbe stare in Italia.
La canzone della Hagen scelta dalla cancelliera per il suo addio recita: “Hai dimenticato la pellicola a colori, mio Michael. Ora nessuno ci crede quanto fosse bello qui. Hai dimenticato la pellicola a colori della mia anima. Tutto blu e bianco e verde e poi non è più vero”.
Così sarà in Italia, tra lo start e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che prenderà il posto dell’amato Sergio Mattarella. Dalle stelle alla polvere come piace a noi italiani, l’essere visionari e allucinati. Dipende dalla meteorologia politica. Dai buoni e dai cattivi che si danno il cambio sulla scena.
Se la corsa continua così come è cominciata, con il solo Mario Draghi che unisce e con “l’Innominabile di Arcore” in piena campagna elettorale per morire da Presidente della Repubblica italiana che divide, andrà a finire al peggio, con una fiction nel quale il protagonista da divisivo diventa inclusivo, punto mobile di un consenso che trasforma un pessimo in un eroe nazionale. E non ci sarà la Merkel a deriderlo, e Sarkozy, da tempo non è più il Presidente della Repubblica francese.
Rideranno gli altri leader, rideranno di noi, se quei cinquanta che mancano all’appello per l’ultima impresa del genio maligno della politica italiana si convinceranno che Silvio c’è. E che Draghi non deve muoversi da Palazzo Chigi fino alla fine naturale della legislatura, marzo 2023.
Berlusconi ci crede, Forza Italia comincia di nuovo a serrare le fila, i frantumati centristi sono pronti a ricomporsi, la Lega e Fratelli d’Italia sono pronti. E lui, il capo dei capi della politica italiana più compromessa, disinibito fino alla pornografia, si dichiara favorevole al reddito di cittadinanza e Giuseppe Conte immediatamente gli apre una linea di credito. C’è già chi pensa che dirà che vorrà aumentarlo ed estenderlo, rinverdendo la sua indubbia capacità di mentire su tutto e di più.
Intanto ha messo in quarantena due miti del giornalismo spazzatura d’Italia dalle sue tivvù, Mario Gordano e Paolo Del Debbio, che tanto consenso hanno tra i complottisti di casa nostra, che vedono nemici anche nel mobilio di casa e nei vestiti che indossano. E che non sono utili per la campagna elettorale per il Quirinale del loro datore di lavoro. A passaggio concluso, eletto o non eletto, potranno riaprire per tirare la volata al centro destra, riconquistando alla causa l’ignoranza diffusa del Paese.
Se dovesse accadere, Enrico Letta, il segretario del Partito democratico, non potrebbe far altro che far cadere proprio il governo Draghi e chiedere di andare al voto. Isolandosi all’opposizione in un gioco di specchi con la Meloni, che intanto si accomoderebbe su una poltrona ministeriale, magari come vice premier di un governo istituzionale affidato a Maria Elisabetta Alberti Casellati, che non avrebbe difficoltà a formare una maggioranza di centrodestra sostenuta da Italia Viva e da una folta pattuglia di parlamentari del Movimento Cinque stelle che mai e poi mai rinuncerebbero agli assegni mensili.
Pregando ogni dio ed ogni divinità affinché questo sconcio istituzionale venga relegato all’ultimo dribbling del politico più inquisito d’Italia, che si è fatto per sé leggi personali, che ha corrotto e scopato con il ‘bunga bunga’ il corpo delle donne. Sappiamo, fin d’ora, che nessuno più vorrebbe stare come la Merkel, oggi, in Italia.
Ps: In tutto questo, il centrosinistra non sa che pesci pigliare. Ma un mio amico pescatore mi ha detto: se peschi in silenzio e sei ben attrezzato con gli ami, uno Storione lo puoi sempre prendere e fare festa perché è pregiato, dà un buon caviale, vive in mare, va controcorrente, ama l’acqua torbida e campa cento anni.