Renzi e Macron scommettono sulla sopravvivenza politica di Putin, ma sbagliano: ecco perché
Aprile 14, 2022
Addio a donna Assunta Almirante,”sinistrati” contro renziani: condoglianze sì ma senza esagerare, però Bertinotti…
Aprile 26, 2022

Articolo 1 a congresso per sancire il ritorno nel Pd: l’alibi Renzi per convincere la base

Il leader di Italia Viva non è stato invitato alla kermesse della ‘ditta’ in programma sabato e domenica a Roma. Ma non è detto che basti all’apparato per assicurarsi un posto nel prossimo parlamento

di Peppe Papa

Ci saranno proprio tutti al congresso di Articolo 1, che si terrà domani e domenica a Roma, tranne Matteo Renzi e non per un disguido, ma per scelta. “Noi lavoriamo alla costruzione di un campo progressista – ha spiegato il coordinatore del partito, Arturo Scotto all’Adnkronos e Renzi mi pare stia prendendo un’altra direzione, penso a Genova, La Spezia, Palermo”.

Il leader di Italia Viva, insomma, ha calato la maschera e si è schierato a destra, che è la conferma di quello che loro hanno sempre pensato e il motivo che li indusse a lasciare il Pd nel 2017, in piena epopea renziana. E oggi, che stanno provando a rientrare alla casa madre, non vogliono correre il rischio di ritrovarselo tra i piedi.

Ci sarà tra gli ospiti, dunque, e non poteva essere altrimenti, il segretario dem, Enrico Letta, poi Giuseppe Conte perché i Cinquestellerestano per noi interlocutori fondamentali”, ha sottolineato ancora Scotto, Luigi Di Maio, quello di “Bibbiano”, il leader massimalista della Cgil Maurizio Landini e il presidente filorusso dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo.

Infine, a sfregio, tra gli invitati anche Carlo Calenda che con Renzi condivide l’avversione convinta alla ‘banda grillina’ e una spregiudicatezza politica poco conciliante con le rigidità ideologiche del ceto dirigente post-comunista. Ma lui può venire perché, pur avendo “una impostazione diversa dalla nostra”, si muove nel campo progressista.

Non c’è dubbio che, date le finalità del consesso, vale a dire il rientro nel Pd, Renzi sia un buon alibi per convincere buona parte della base del partito a chiudere qui l’esperienza di Articolo 1. “Sicuramente c’è stato il superamento dell’autosufficienza della stagione del renzismo”, ha confermato Scotto, “e il Pd è uscito anche dalla religione del maggioritario”.

Non sarebbe un “rompete le righe”, ci ha tenuto a precisare il coordinatore, “ma è evidente che c’è un rapporto nuovo con il Pd di Letta, c’è una sensibilità nuova”. Perciò, se non c’è Renzi, si può fare, sperando che i militanti se la bevano.

D’altronde non c’è altro modo, per la stretta cerchia dell’apparato, di provare a conservare la chance di assicurarsi un posto nel prossimo parlamento. Che, alla fine, è l’unica cosa che conta, Renzi o non Renzi.

1 Comment

  1. Adelma ha detto:

    Sareste da arrestare tutti …potete imbarcare cani e porci ma non arriverete mai con tutta la banda degli scappati di casa al 41,8che un uomo da solo aveva portato il PD .io sono orgogliosa del nostro MATTEO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *