

di Peppe Papa
Sono per lo più donne, il 48%, poi tanti giovani under 40 e un’ampia fascia di ceto medio impiegatizio, dipendenti, imprenditori e professionisti che costituiscono il nerbo produttivo dell’Italia, il popolo degli astenuti fotografato da un sondaggio di Antonio Noto per conto di Repubblica.
La maggioranza di loro, il 54% si è dichiarato “arreso” e la gran parte, quelli che decidono di volta in volta se andare alle urne, i cosiddetti “fluttuanti”, avevano in precedenza votato per i partiti principali dell’attuale opposizione. Non una bella notizia per Pd e M5S.
Che si dovrebbero porre il problema di recuperare questi consensi e invece perdono tempo a inseguirsi l’un l’altro sul piano di una confusa radicalità massimalista, assecondando l’ascesa della destra che una volta al governo, con un pragmatico salto di paradigma, ha svestito i panni sovranisti e ha cambiato idea su tutto. Dai rigassificatori al Mes, dal fisco all’Ue, da Putin a Biden.
Tutti temi sui quali i dem, in particolare, avevano ‘investito’ nel tempo a partire dai governi Renzi, Gentiloni fino a Draghi garantendo, mentre c’era chi raccoglieva firme per uscire dall’euro o togliere le sanzioni alla Russia e fomentava la peggiore propaganda no-vax, la difesa dell’interesse nazionale e il suo futuro in Europa.
Avrebbero, insomma, tutto il diritto di dire la loro rivendicando il primato e su questo provare a costruire un’alternativa seria al vento di destra che soffia sul paese. Invece sembra quasi che se ne vergognino, e questo per non prestare il fianco sinistro ai populisti grillini che su ciò fondano la loro sopravvivenza.
Rinunciare alla vera egemonia culturale esercitata negli anni dagli europeisti, dai riformisti e dai liberali di cui il Partito democratico rappresentava un punto di riferimento affidabile e riconosciuto pur tra i suoi mille problemi interni, appare un suicidio deliberatamente pianificato.
Sembra impossibile che non si addivenga ad un “redde rationem” e che si separi quello che in tutta evidenza non può stare insieme. La sinistra torni a fare la sua ‘Ditta’, moderati, liberal e riformisti si riprendano dal torpore in cui sono caduti dall’addio renziano.
Serve chiarezza e ripartire, altrimenti, come abbiamo visto la gente si arrende sfiduciata, preferisce restarsene a casa e non partecipare perché lo percepisce come una cosa inutile. In caso contrario non resterà che prepararsi a un altro ventennio di tormenti, “Giorgia o non Giorgia”, è la prospettiva distopica quella che conta.