

di Peppe Papa
Non tutto è perduto, dare vita in Italia a una formazione politica ispirata ai princìpi liberaldemocratici e riformisti, prima delle elezioni europee del 2024, si può. Ne sono convinti i promotori dei “LibDem europei” che oggi e domani a Bologna terranno il loro primo congresso.
“Oggi abbiamo il dovere storico di costruire una forza autenticamente liberale e democratica per dare una casa politica a chi crede nei nostri valori ed è convinto che la politica non si debba esaurire per forza in un bipolarismo che, spesso, porta molti a non votare o a scegliere il meno peggio”, ha detto Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, annunciando la kermesse.
Insieme a lui i co-fondatori di Lde (Liberali e Democratici europei) Alessandro De Nicola, presidente dell’associazione culturale non profit ‘Adam Smith Society’, il giornalista economista Oscar Giannino e l’europarlamentare macroniano di Renew europe, Sandro Gozi. Insieme a loro, nella due giorni bolognese, saranno presenti “tutti i principali leader dell’area liberal italiana”.
A partire da Carlo Calenda, Matteo Renzi, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, il presidente di Alde, Ilhan Kyuchyuk, oltre molti parlamentari di spicco. Un parterre di presenze significative che fa ben sperare gli organizzatori in merito alla possibilità che possa riprendere il discorso unitario bruscamente interrottosi qualche mese fa, a causa delle frizioni tra Azione e Italia Viva, i principali partiti d’area.
Un’azione sciagurata che ha interrotto un processo avviato con i migliori auspici, ma naufragato inopinatamente per l’idiosincrasia tra due personalità, quella di Renzi e Calenda, che sperano di rimettere insieme sull’idea di una lista per le elezioni del parlamento Ue “che raggruppi tutti i liberaldemocratici”.
Non un soggetto, però, ci ha tenuto a precisare il presidente dell’Einaudi “che sia la semplice somma dei singoli simboli aderenti a Renew europe, ma un progetto di prospettiva, che vada oltre la scadenza elettorale”.
“Se quello dei LibDem dovesse essere un progetto che nasce e muore alle elezioni del 2024 – ha avvertito – ne sarei totalmente disinteressato e insieme a me i tanti amici che quotidianamente ci lavorano”. L’idea è quella di “riprendere in mano il progetto di costruire un partito unitario”, ha aggiunto e che l’appuntamento elettorale di giugno prossimo “sarà solo un primo step, sul quale si potrà fare un bilancio”.
Non si fa illusioni, Oscar Giannino sulle difficoltà di riuscire nell’impresa di fare da collante tra le “diverse preferenze” di Iv, Azione e Più Europa. “Noi non abbiamo un leader, siamo un gruppo di persone a traino collegiale – ha detto – ai partiti personalistici non crediamo, sono un pezzo della crisi italiana. E’ certo difficile quel che ci proponiamo”.
Ma intanto tocca provarci, “muoversi in tempo perché alle europee ci sia una casa unica, Renew europe, che possa offrirsi al voto di molti liberali e riformatori che da tempo e in misura crescente in Italia si astengono dal voto” ha aggiunto Giannino, dunque Bologna e il primo congresso LibDem europei per riannodare i fili e riprendere a ragionare.
Staremo a vedere cosa accadrà, se effettivamente ci sarà una ricucitura dei rapporti tra i leader di partito e verrà fuori un programma per la costituzione di una “forza politica autorevole”, come ha auspicato Benedetto, “che abbia una propria identità forte riconoscibile, autenticamente terza”. Sarebbe un miracolo. Ma a volte succedono.
1 Comment
Purtroppo la vedo ancora complicata la situazione, non ho potuto seguire il congresso ero all’estero ho letto tutto adesso e, ne sono molto rammaricato, mi auguro solo che il buon senso possa prevalere, siamo tutti utili per raggiungere l’obbiettivo prefissato.