

di Serena Cirillo
È un ponte tra la cultura occidentale e quella medio-orientale il libro di Alfredo Guarino “Fiori della vita”, una raccolta di poesie edita in italiano e tradotta in arabo da Hafez Haidar, con cui l’autore intende mettere in risalto i valori fondamentali della vita condivisi da tutte le civiltà, senza confini geografici né differenze di lingua o religione.
Un appello alla pace il fiume di versi accorati che scorre nelle poesie di Guarino dai titoli altamente simbolici e dalle metafore profondamente incisive. Avvicinatosi alla poesia araba attraverso poeti come Khalil Gibran, Mahmoud Darwish e Nizar Qabbani, l’autore l’ha interiorizzato e fatta sua, passando attraverso i grandi autori italiani che da sempre lo hanno ispirato: Giacomo Leopardi, Salvatore Quasimodo e Ada Merini. Da questo connubio nascono i versi raccolti nel canzoniere “Fiori della vita”, in cui il lettore ritrova le tracce del potente e disperato lirismo degli illustri predecessori.
La presentazione della raccolta si è tenuta il 23 agosto sulle terrazze dell’hotel Caesar Augustus di Anacapri, con un tramonto spettacolare sullo sfondo, quasi a rimarcare la bellezza e la grandezza della natura, concetti che l’autore riprende spesso nel suo testo. L’evento, sapientemente moderato da Cristina Basso, ha visto avvicendarsi al tavolo quattro coppie di relatori e lettori che, dopo aver esaminato alcune tematiche del canzoniere, hanno dato lettura dei versi loro corrispondenti.
Il primo a prendere la parola è stato Alessandro Senatore, definitosi discepolo di Guarino, che ha sottolineato l’abilità stilistica dell’autore e la sua capacità di trasmettere emozioni prendendo spunto dalla vita quotidiana e trovando bellezza e meraviglia nelle cose semplici. Ogni immagine evocata ha una doppia interpretazione, un lato positivo e uno negativo. Qui il relatore si è soffermato sul concetto del tempo che fugge e il dramma esistenziale, comune a tutti noi, di averne sprecato tanto. Sul tema Almerina Bove ha letto la poesia “Il suono della vita”.
Amleto de Vito poi, ha parlato a sua volta del grande senso di umanità che traspare dai versi di “Fiori della vita” e della necessità dell’uomo moderno di avvicinarsi di più alla natura per rifuggire dai falsi miti e ristabilire l’armonia perduta. Ad affiancarlo Anna Calussi, che ha letto “Il sorriso del lampione”.
Alvaro Lukacs, invece, ha condiviso le sue riflessioni sull’importanza di momenti di aggregazione come la presentazione del libro in oggetto, in quanto non si tratta di eventi mondani, ma di occasioni che servono da stimolo ad approfondire la poesia, a diffondere cultura e a condividere valori positivi. La lettura di “Abbiamo ancora un sogno” è stata affidata a Rita Elefante, che è stata capace di trasmettere al pubblico il sentimento di speranza e fiducia nell’essere umano che trapela dagli scritti del poeta.
L’ultima coppia di relatore/lettore, Bartolomeo Sciannimanica e Adele Morganti, ha esaminato la poesia “Kippot e Kefiah”, una delle più struggenti e significative della raccolta, come si intuisce anche dal titolo. L’autore non si stanca di ripetere che solo promuovendo pace e fratellanza è possibile il progresso, che nella guerra perdono tutti, e che è assurdo che gli uomini lottino contro i propri simili. “Nei giardini delle kippot e kefiah le mani che piantano, che curano, che colgono le rose di Jerico, si incontrino a darsi la mano senza insanguinarsi”.
Ha concluso la serata l’attore regista Geppy Glejieses che, dopo aver sottolineato il valore del linguaggio universale dell’arte e l’importanza che ha per la società e per la civiltà, ha incantato il pubblico con la lettura comparata di poesie di Khalil Gibran e di Alfredo Guarino. Il suono dei versi ha accompagnato il crepuscolo sospeso tra cielo e mare come una dolce melodia, lasciando a tutti una sensazione di serenità e gratitudine per la bellezza della natura e dell’arte, che da sempre si fondono nell’universo.
5 Comments
Bellissimo! Che peccato non essere potuta venire!
Conosci bene la location…
Deve essere stato un appuntamento molto interessante, in una cornice unica al mondo!
Si, evento memorabile con dei protagonisti di alto livello. Il libro merita.
Sarebbe stato bello partecipare, fortuna che la descrizione fatta rende tutto molto coinvolgente, grazie alla Dott.ssa Serena Cirillo.