

Foto di Amedeo Benestante
di Chiara Sacco
L’artista americano Peter Fend dal 21 marzo al 24 maggio in mostra a Napoli, presso la fondazione Morra Greco, con l’esposizione dal titolo “Lavoro per Natura Vivente, non solo Capitali” a cura di Massimiliano Scuderi, un percorso che invita all’azione e la presa di coscienza, snodandosi tra i temi della geopolitica e sostenibilità ambientale.
Attivo dalla fine degli anni ’70, è noto per il suo approccio radicale all’arte, che unisce mappature, progetti ambientali e riflessioni sul futuro del pianeta. Le sue opere non si limitano all’osservazione, ma si pongono come veri e propri strumenti di intervento sul reale attraverso piani di gestione delle risorse naturali e cartografie come proposte visionarie per un mondo più sostenibile.
Il lavoro in preparazione alla mostra ha avuto inizio durante il mese di luglio con due residenze artistiche, quando Fend è stato accolto negli spazi della fondazione, potendo così conoscere a fondo il contesto culturale locale e approfondire l’oggetto della sua ricerca strettamente legato al territorio campano.
Sono state organizzate a tale scopo due visite, sui fiumi Volturno e Sarno, risorse naturali emblematiche per il territorio, per la loro importanza ecologica, durante le quali l’artista ha potuto studiare questi particolari e delicati ecosistemi, la cui salute è stata gravemente messa a rischio a causa dell’inquinamento e dell’urbanizzazione.
“L’idea di partenza del suo articolato lavoro – spiega Scuderi – nasce dalla considerazione che il mondo è un cantiere vivente e che, attraverso alcuni strumenti deducibili dall’arte contemporanea, si possa intervenire per sviluppare le potenzialità delle risorse naturali e adottare soluzioni concrete che possano rispondere alle problematiche ambientali che affliggono il Pianeta, al di là del sistema dell’arte”.
Uno sguardo artistico sulle risorse naturali è necessario e l’obiettivo della mostra è proprio questo, aprire una finestra di dialogo partendo da considerazioni di carattere scientifico, economico e geopolitico rielaborandole in chiave artistica, restituendo un racconto intorno alla sensibilizzazione di questi temi che possa interrogare il presente e spingere sempre più persone ad un’azione di cura, salvaguardia, patrimonializzazione. L’arte dunque come uno veicolo per azioni concrete.
La mostra presso la fondazione, parte di una programmazione più ampia dedicata ai temi dell’ambiente e della rigenerazione urbana, realizzata con il sostegno della Regione Campania, si compone di mappe, installazioni, disegni, cartografie, documenti, modelli di intervento ambientale, riflettendo sul rapporto uomo e risorse naturali, promuovendo una visione ed usi innovativi e alternativi al modello capitalistico.
La forza comunicativa dell’arte ad oggi può essere realmente un agente di cambiamento, rendendo accessibili e comunicabili oggetti di discussione non sempre alla portata di tutti, verso i quali si tende a mantenere una certa distanza se non trasmessi con le giuste modalità. Temi quali l’ambiente, il cambiamento climatico, la cura dello spazio nel quale si vive, hanno bisogno di essere trasmessi e una mostra come questa può incuriosire, avvicinare ed educare le persone.
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La forza comunicativa dell’arte è un tema importante che anch’io continuo a sottolineare. Arte visiva e arte performativa.