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Renzi sprecato, opposizione allo sbando: tra Schlein e Conte, il centrosinistra sceglie la confusione

È un vero peccato che il talento dell’ex premier sia sprecato a inseguire uno strapuntino in parlamento, al prossimo giro. Affidargli la guida dello schieramento, non se ne parla proprio, nonostante sia il più bravo e il dato di fatto sotto gli occhi di tutti

di Peppe Papa

È un vero peccato che il talento di Matteo Renzi sia sprecato a inseguire uno strapuntino in parlamento, al prossimo giro, perché i leader, o presunti tali, del centrosinistra non prendono in considerazione di affidargli la guida dello schieramento. Non se ne parla proprio, nonostante sia il più bravo e il dato di fatto sotto gli occhi di tutti.

Ieri, in Senato, nel suo intervento sulle comunicazioni in Parlamento della premier Meloni in vista del Consiglio Ue, ne ha dato prova tenendo inchiodata alla sedia la premier, incalzandola sui suoi punti deboli, quelli sostanzialmente legati alle promesse fatte in campagna elettorale e senza imbarazzo disattese e inasprite una volta al governo.

Legge Fornero, pressione fiscale, accise, abolizione del numero chiuso all’Università, “chi è che ha bisogno di mentire in quest’Aula?” ha chiesto severo rivolto al banco dei ministri e del presidente del Consiglio. E ha proseguito così per tutti i minuti concessigli dal regolamento, strappando gli applausi, in alcuni passaggi, anche di qualche isolato senatore avverso.

Ma tant’è, e dunque, visto che neanche si può immaginare che accada l’impensabile, tocca sorbirsi l’incedere di quello che, a tutti gli effetti, sembra essere l’armata Brancaleone dell’opposizione il cui partito più forte è guidato da una giovane segretaria, Elly Schlein, che sembra uscita da un’assemblea studentesca degli anni Settanta la quale, per sua stessa ammissione, “testardamente”, cerca un’alleanza organica con l’infido capo del M5S, Giuseppe Conte.

Il cosiddetto “avvocato del popolo” di Volturara Appula, che oggi sta di qua, domani di là, oggi è un convinto progressista, a suo modo ovviamente, domani può trasformarsi in un accanito sovranista, purché gli venga riservato un ruolo di potere come il suo rango crede di meritare.

È difficile immaginare come Schlein possa fidarsi di uno che ammira Trump, sta con Putin, voti a favore della revoca dell’immunità per una propria parlamentare a Bruxelles e non perde occasione di rimarcare di non avere niente a che vedere con il Pd e la coalizione.

Chissà se è solo ingenuità, o uno studiato calcolo politico, fatto sta che finora ci ha rimesso, un Cinquestelle alla presidenza di Regioni come la Sardegna e la Campania non è stato un regalo da poco, considerando la modesta consistenza elettorale dei grillini in chiave locale. In cambio, solo tanti distinguo, supponenza e sfoggio di grande autostima a dire: “se comando io, bene, altrimenti non se ne fa niente”. Beh, a queste condizioni, Renzi tutta la vita.

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