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“La memoria degli altri”: Stagione 2026/27 del Teatro di Napoli

Oltre alla produzione e distribuzione, il Teatro Nazionale promuoverà progetti per la formazione, premi teatrali, progetti di rilevanza sociale, appuntamenti dedicati ai protagonisti della cultura italiana contemporanea, residenze artistiche e bandi per giovani coreografi

di Serena Cirillo

Risultato straordinario per il Teatro di Napoli, che si evince dalla presenza massiccia di pubblico, giornalisti, attori, registi e addetti ai lavori presenti alla conferenza stampa di presentazione della prossima stagione 2026/27 e dai numeri della scorsa stagione, resi noti dal presidente Luciano Cannito.

Davanti ad una platea gremita e partecipe, Cannito si è dichiarato estremamente soddisfatto dell’affluenza registrata nella stagione 2025/26: 93mila presenze su tre luoghi diversi (Mercadante, Teatro San Ferdinando e Ridotto), 85% di spettacoli sold out e 7500 abbonamenti. Incredibile il numero degli abbonati, tra l’altro in crescita, in un paese come l’Italia dove sta progressivamente scomparendo questo tipo di formula.

E’ importante precisare, inoltre, che su 40 titoli 25 produzioni nascono dal Teatro di Napoli, ente di produzione e non solo di distribuzione come molti altri. Vale a dire: lavoro per artisti e maestranze, crescita economica, fermento culturale e sviluppo che si traduce anche in un incremento del turismo teatrale, fenomeno che non si vedeva da decenni. Entusiasmante quindi il bilancio al quale ha contribuito, ovviamente, un pubblico affezionato ed esperto.

Presente al tavolo della conferenza il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha preso la parola ringraziando i vertici del Teatro Luciano Cannito, Roberto Andò (Direttore Artistico), Mimmo Basso (Direttore Generale) e tutti i lavoratori coinvolti. Complimentandosi per la scelta di un cartellone di grande qualità, ha ricordato che Napoli è la città con il maggior numero di teatri attivi in Italia, ciò testimonia una tradizione secolare intrinseca nel tessuto culturale della città, sia da parte degli artisti che del pubblico. La capacità produttiva del Teatro di Napoli ne fa un’eccellenza, che, come tale, sarà sempre sostenuta dalla politica e dalle Istituzioni.

Gli ha fatto eco l’Assessore Regionale alla Cultura Ninni Cutaia, aggiungendo che il teatro di Napoli è l’unico organismo di questa portata nel Sud Italia. Condividendo la moderazione della tavola rotonda con Cannito, il Mimmo Basso ha sottolineato con entusiasmo che il numero dei lavoratori a tempo determinato per le singole produzioni, che si aggiungono a quelli fissi, è sempre crescente e comprende molti giovani in ogni ambito.

Il momento più interessante della conferenza è stato quello affidato allo scrittore Maurizio De Giovanni che, insieme al direttore artistico Roberto Andò, ha rivelato il ricco e interessante cartellone della prossima stagione del Teatro di Napoli. In una sorta di intervista informale condotta da De Giovanni, Andò ha raccontato la “genesi” della programmazione con le sue linee guida parlando di autori, artisti coinvolti e aneddoti divertenti.

Lo spettacolo inaugurale che vedrà il testo di BeckettL’ultimo nastro di Krapp” e quello di PinterPress Conference” insieme, andrà in scena il 21 ottobre con la regia dello stesso Andò e l’interpretazione di Renato Carpentieri, prodotto dal Teatro di Napoli e Fondazione Campania Teatro Festival.

Dislocati nelle tre sale (Mercadante, Ridotto e San Ferdinando) andranno in scena da ottobre a maggio oltre 40 spettacoli originali firmati da nomi autorevoli dell’attualità (di cui 23 prodotti dal Teatro di Napoli), e adattamenti da grandi della letteratura teatrale come Pirandello, Checov, De Filippo, Sheakespeare o Ariosto.

Oltre alla produzione e distribuzione, il Teatro Nazionale promuove progetti per la formazione, premi teatrali, progetti di rilevanza sociale, appuntamenti dedicati ai protagonisti della cultura italiana contemporanea, residenze artistiche e bandi per giovani coreografi. Arte e cultura che non va in vacanza: in estate un’altra parte di spettacoli sarà in scena al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei con il progetto “Pompei Theatrum Mundi”.

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