Il racconto del pentimento e l’inerzia delle istituzioni nel libro di Paolo Coltro
Aprile 12, 2017
Napoli non è Calcutta, ma i trasporti sì
Napoli non è Calcutta, ma i trasporti sì
Aprile 11, 2017

Le ragioni della manifestazione: Parla il presidente del consorzio di cooperative Gesco

Sergio D'Angelo

“Una manifestazione nazionale che serve a tutto il Paese”, così il presidente di Gesco Sergio D’Angelo, spiega le ragioni del presidio del 28 marzo, che ha visto sfilare da piazza Municipio a piazza del Plebiscito, fino alla sede della Prefettura di Napoli, circa 5mila persone contro i tagli al welfare e per sostenere il lavoro sociale. «Il nostro è un Paese balordo – sottolinea D’Angelo – che può consentirsi di trovare miliardi per finanziare le banche e può trovare anche molte risorse da investire in opere che non sono considerate dagli italiani una priorità, come il Ponte sullo stretto di Messina, ma non ne ha per sostenere qualcosa di indispensabile, come curare disabili e anziani, garantire i percorsi di crescita o il diritto allo studio dei ragazzi disabili, sostenere le persone fragili e le famiglie. È vergognoso che questo accada in Italia e ancor più che accada in questo momento». I tagli e ridimensionamenti che sono stati denunciati dagli operatori sociali riguardano soprattutto il Fondo Sociale Nazionale e quello per la Non Autosufficienza. Il Fondo Sociale Nazionale è stato ridotto di 214 milioni di euro ed è passato da 313 a 99 milioni, quello nazionale per la Non Autosufficienza è passato da 500 a 450 milioni. La spesa sociale a Napoli raggiunge appena 54 euro procapite e sul territorio regionale 24 euro, contro una media nazionale di 200 euro pro-capite. Cifre con cui non si riesce a garantire un’assistenza adeguata a circa 200mila persone a Napoli, lasciando in condizioni di precarietà e a rischio costante di chiusura servizi di assistenza domiciliare per anziani e disabili, servizi psichiatrici, per migranti, donne, poveri, bambini e adolescenti. «Parliamo di tagli – precisa Sergio D’Angelo – che mettono in dubbio diritti fondamentali, questo perché le risorse che si debbono trovare per garantirli sono ancora oggi attribuite alla valutazione discrezionale del decisore pubblico ». Gravissimo secondo il responsabile di Gesco, tra gli enti promotori della manifestazione di oggi e di quelle del passato comitato Il welfare non è un lusso, che non ci siano in Italia livelli essenziali assistenziali, che lo Stato dovrebbe garantire per legge. Dello stesso avviso Toni Nocchetti, responsabile di Tutti a Scuola: «Non ci fidiamo. Da un lato da Roma si affannano ad organizzare giornate solenni e convegni, dall’altro con un colpo solo si azzera quasi completamente il Fondo per le politiche sociali e si riduce ancora di più quello destinato alla Non Autosufficienza. Ora vengono a dirci che non è così, che forse il fondo verrà ripristinato, che forse i Comuni e le Regioni faranno la loro parte. Ma noi non ci fidiamo. Non ci fidiamo perché viviamo in un Paese diviso sulla spesa sociale, dove le classi più fragili scendono inevitabilmente verso la povertà e la solitudine più nere. Devono smetterla di prenderci in giro e non dire una buona volta, cosa intendono fare, per contrastare le diseguaglianze sociali. Si dice che non ci sono le risorse, ma non è così, semplicemente si decide di destinarle altrove».

S.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *