

di Peppe Papa
Lettere anonime, voci che si rincorrono, professionisti che fanno l’andirivieni nel palazzo di via Giambattista Marino, quartier generale dell’Azienda napoletana di mobilità (Anm). Il clima, per l’avvocato Ciro Maglione, da poco più di un mese messo a capo della disastrata società di trasporti metropolitana, si fa sempre più incandescente. Man mano che debbono essere prese delle decisioni importanti, come riempire le caselle di collaboratori e consulenti per far funzionare la holding. Per rendere l’idea di quanto il terreno sia minato, le trappole disseminate e l’incidente dietro l’angolo, proprio a Cityweek (chissà perché non a qualche giornale più autorevole) è arrivata una ‘denuncia’ anonima che, facendo senza problemi nomi e cognomi dei protagonisti, strappa il velo su interessi occulti e probabili favori agli ‘amici degli amici’. La missiva inizia con un titolo che è tutto un programma: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio” e prosegue facendo riferimento all’avvocato Oreste Cardillo, storico legale della Cgil napoletana e fratello del più famoso Enrico, ‘dominus’ un tempo della Uil campana e assessore della giunta Iervolino, cui pare sia stata affidata una consulenza, ma soprattutto anticipa le mosse dell’ad che “da mesi” sembra si stia avvalendo della collaborazione di ‘valenti’, ma soprattutto ‘conoscenti’, professionisti del settore amministrativo. La nota fa riferimento al professore, Enrico Maria Chiodi, noto commercialista, assessore al Bilancio con Bassolino sindaco, presidente del Caan con Iervolino, e padre dell’attuale presidente dell’ente Mostra d’Oltremare, Donatella. Poi il nome di un avvocato, sconosciuto ai più di nome Cinquegrana, giuslavorista con lo studio nello stesso edificio dove opera Cardillo, infine un altro avvocato, un certo Russo che, a detta dell’anonimo estensore della missiva è cugino del sindaco De Magistris e fratello di una sua staffista. Ovviamente, come tutte le denunce di questo tipo, vanno prese con le molle e eventualmente approfondite. Cosa che ci impegniamo a fare. Nel frattempo qualche giornale più accorsato di noi potrebbe darsi da fare. A proposito di informazione libera ecc….