

di Peppe Papa
I consiglieri provinciali Pd contro la balbettante segreteria metropolitana, ostaggio delle correnti interne, che la condannano ad una reggenza senza anima e autorità. Così, mentre sabato mattina il partito parteciperà in pompa magna alla contromanifestazione organizzata dal sindaco sul debito del Comune e ai balconi di via Verdi appende uno striscione che ne chiede le dimissioni, loro decidono autonomamente di conservare le deleghe a suo tempo assegnategli da De Magistris e restano in maggioranza.
Da via Toledo, silenzio tombale. Salvo una dichiarazione di circostanza del segretario Massimo Costa a stigmatizzare l’iniziativa, nessun provvedimento disciplinare, né tanto meno la convocazione di organismi interni di discussione. Zero. La questione passata in cavalleria, poi si vedrà. Intanto, alla vigilia di una importante tornata di elezioni amministrative a giugno, la presa di posizione degli assessori metropolitani Pd, segnala drammaticamente la condizione di un partito all’ultimo respiro.
I consiglieri pongono un problema che nessuno dei quadri dirigenti in questo momento è in grado di affrontare con idee e capacità politiche programmatiche. La ‘napolicentralità’ è un tema che non può essere più ignorato, pertanto non ci si può meravigliare se poi qualcuno fa di testa sua e guarda in casa propria. “Chi parte da Napoli per valutare il governo della Città Metropolitana lo fa con una angolazione di pregiudizio, una visuale condizionata dalle scelte di De Magistris su Napoli – ha spiegato all’Ansa Giuseppe Jossa, consigliere comunale di Marigliano e membro del gruppo dem alla Città Metropolitana con delega all’urbanistica – la provincia è altro e bisogna dare atto a De Magistris di essere un sindaco di grande disponibilità e apertura alla condivisione”.
Per una dichiarazione del genere, in altri tempi, sarebbe scattato come minimo una sospensione in vista di una più probabile espulsione. Invece niente. Perché Jossa ha messo il dito nella piaga ed è meglio lasciar perdere. “Quale manifestazione sceglierei? Sono un iscritto del Pd. Ma sono di Marigliano quindi non andrò in piazza – ha proseguito – non possiamo ingessarci sulla figura del sindaco. Come Partito democratico bisogna fare l’interesse dei cittadini. Il dialogo si erge a livello nazionale tra forze molto più lontane rispetto a quanto siamo noi da De Magistris. La collaborazione è imposta dalla legge, lo ha detto anche Delrio. Io non sto facendo l’alleato, sto subendo per un ruolo istituzionale”. Chiaro? Insomma, la questione è seria e andrebbe aperta una discussione, quella che è mancata a detta di Costa e che i consiglieri dicono di aver reclamato senza esito. “Noi – ha precisato Jossa – abbiamo più volte chiesto un confronto, in maniera però che emerga una decisione utile, non agganciata alla solita posizione su De Magistris. Se si decidesse di non partecipare all’ente noi lo accetteremmo. Il luogo di discussione dovrebbe essere la segreteria metropolitana che però è in una fase difficile piena di contraddizioni”. Appunto, contraddizioni, chiamiamole così. E non c’è verso di uscirne, trovare il bandolo della matassa. In sospeso e in attesa di un “lanciafiamme”, se mai arriverà.