

Intervista al coordinatore del dipartimento sud di Forza Italia Severino Nappi che denuncia il “nuovo scippo” alla città rappresentato dalla vendita dello storico e prestigioso edificio.
di Dario De Martino
Un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per scongiurare l’ennesimo sacco al patrimonio di storia e di cultura alla città di Napoli. Lo lancia dalle colonne del nostro giornale il coordinatore per il Dipartimento del Sud di Forza Italia, il professore Severino Nappi, già assessore al Lavoro nella passata giunta regionale presieduta da Stefano Caldoro. Nel silenzio totale delle istituzioni, Regione Campania e Comune di Napoli in testa, sta passando senza nessuna resistenza un nuovo scippo alla Città: l’antico Palazzo del Monte di Pietà.
Professore Nappi, ci spiega meglio cosa l’ha spinta a chiedere l’intervento del Capo dello Stato?
“Perchè nel silenzio e nella disattenzione generale continua il sacco del Sud. Ora Banca Intesa ha messo in vendita quell’antica sede del Banco, un monumento di bellezza inestimabile, ma anche patrimonio e simbolo della pietà nella nostra città. A quanto pare, vorrebbero svenderlo ad un privato che ne vuole fare un albergo. Un segno di disprezzo e disinteresse per Napoli e la sua storia. Per questo ho chiesto l’intervento del Presidente Mattarella, perché eserciti la sua altissima autorità morale e istituzionale e scongiuri questa operazione. Credo che il Monte di Pietà, un luogo nato per combattere l’usura e sostenere poveri e bisognosi, specie in questo tempo difficile, deve diventare un bene pubblico, a disposizione dei cittadini. La sua destinazione naturale è di essere acquisito dalla Fondazione Banco Napoli, la più povera delle fondazioni bancarie italiane, a parzialissimo e iniziale ristoro dello scippo del Banco di Napoli”.
Un nuovo furto, insomma.
“Esatto. Giusto vent’anni fa il Governo nazionale decideva di far scomparire il Banco di Napoli, vendendolo alla Banca Nazionale del Lavoro per 61 miliardi delle vecchie lire, poi rivenduto nel giro di un paio d’anni al Gruppo bancario Intesa per circa 6 mila miliardi. Grazie a quello straordinario guadagno, la Bnl, divorata da una crisi finanziaria profonda, si salvò dal crack. A sua volta, Intesa iniziò la progressiva eliminazione di ogni spazio decisionale autonomo del Banco di Napoli che l’ha ridotto ad essere oggi sostanzialmente una “filiale” al Sud della banca torinese”.
Ma non s’era parlato di maggiore attenzione verso il Mezzogiorno, come dicono dal Governo?
“Macché. Le cose vanno anche peggio, se è per questo”……
Ci spieghi.
“Volentieri. Qualche mese fa, il Governo Renzi ha scelto di scippare anche i pochi frutti di quella operazione utilizzando circa 500 milioni di euro di sopravvenienze attive ricavate dal recupero dei crediti dell’ex Banco di Napoli per ripianare una parte delle perdite del Monte dei Paschi di Siena. E questo è molto grave se soltanto si pensa a tutte le cose che si sarebbero potute fare qui al Sud con 500 milioni di euro: sostenere le piccole imprese del Mezzogiorno nei percorsi di internazionalizzazione; garantire loro un accesso al credito privilegiato rispetto ai ragionieristici criteri in vigore; favorire la digitalizzazione delle industrie e del territorio o
ristrutturare la rete ferroviaria. Oppure fare una delle molte altre cose che qui sono indispensabili per creare sviluppo e ricchezza”.
Qual è la sua ricetta per creare sviluppo e ricchezza? Sa, è facile criticare senza proporre alternative…
“Noi di Forza Italia le idee le abbiamo. E le metteremo in campo. Ma non con masaniellate o fritture di pesce, come fanno sempre più spesso il sindaco di Napoli o il presidente della Regione. Siamo male amministrati e mal rappresentati da due personaggi che non hanno alcuna affezione per la propria terra. E questo purtroppo non fa bene ai nostri cittadini. Bisogna metterci la faccia, pretendere dal Governo gli investimenti che servono e non accettare che qui a Napoli si vengano a fare solo passerelle. E questo purtroppo non fa bene ai nostri cittadini. Bisogna metterci la faccia, pretendere dal Governo gli investimenti che servono e non accettare che qui a Napoli si vengano a fare solo passerelle. Ma per farlo bisogna essere credibili”.