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Pci riformista? Martelli: “D’Alema, quante falsità”

Martelli - Nenni - Craxi

Nel corso di una intervista, in occasione delle celebrazioni per il centenario del Pci, Massimo D’Alema ha attribuito, al partito nato dalla scissione del ’21, le stimmate del riformismo. Lo storico dirigente del Psi craxiano, Martelli lo ha bacchettato su Facebook.

di Claudio Martelli

D’Alema sostiene che il PCI è sempre stato riformista.

Dev’essere per questo che il Pci si è scisso dal PSI pretendendo l’espulsione di Filippo Turati il padre del riformismo italiano; dev’essere per questo che Gramsci definì Matteotti assassinato dai fascisti “un cavaliere del nulla” e Togliatti definì il socialismo liberale di Carlo Rosselli trucidato per ordine di Mussolini come “l’opera di un socialfascista”. Sempre per questo nel dopoguerra il Pci bollò Giuseppe Saragat leader del riformismo italiano come un voltagabbana e un traditore della classe operaia.

E perché sono sempre stati riformisti nei fatti che negli anni sessanta hanno boicottato Nenni, le grandi riforme del primo centro-sinistra e votato contro la programmazione economica, contro la scuola media dell’obbligo, e prima contrari, poi astenuti sullo Statuto dei diritti dei lavoratori.

É perché sono sempre stati riformisti che con Berlinguer hanno criminalizzato Craxi, definito il suo governo “un pericolo per la democrazia” e respinto ogni ipotesi di adesione al riformismo e alla socialdemocrazia europea.

Certo, nel Pci ci sono stati amministratori locali o singoli esponenti – penso a Di Vittorio, a Amendola, a Napolitano, al compianto Emanuele Macaluso – che la pensavano diversamente, ma divennero minoranza appena tollerata nel Pci proprio per le loro aperture al riformismo socialista.

Perché D’Alema continua a mentire falsificando la storia, occultando il duro contrasto tra Gramsci e Togliatti, l’isolamento comunista di Gramsci in carcere, le censure alla pubblicazione dei “Quaderni”, le complicità di Togliatti con i delitti di Stalin, l’espulsione dal partito di ogni voce critica?

Ha ragione Claudio Petruccioli: “quando con la svolta di Occhetto il Pci, ultimo tra i partiti comunisti europei, ruppe il patto di ferro con la Russia Sovietica ormai collassata c’era chi voleva finalmente uscire dalla storia e dalla mentalità comunista e chi, come D’Alema, fece di tutto per farla continuare sotto altre insegne e altro nome, operando per distruggere i socialisti e sostituirsi ad essi“.

3 Comments

  1. EMalavasi ha detto:

    Penso sinceramente che Martelli abbia pienamente ragione. Il riformismo del Pci inizia solo quando il Pci finisce.

  2. Salvatore Brigida ha detto:

    Io penso di essere socialista e di sìnistra:
    Per la fratellanza dei popoli.
    Per la tutela dell’ambiente.
    Per la salvaguardia dei più deboli
    Per l’indipendenza tra stato e chiesa
    Per la libertà dell’individuo ed il rispetto della democrazia.
    Chi la pensa come me è un compagno un amico, uno che possiamo fare della strada assieme.
    Tutti gli altri argomenti fanno parte della gestione del potere.
    Sicuramente importante, ma non essenziale.
    Penso che la storia ha dato ragione a Turati il resto sono solo scaramucce tra uomini per altri futili motivi.

  3. Turi lombardo ha detto:

    Sottoscrivo

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