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Vaccini, la vecchia tattica dello sceriffo tra recite e ‘finte’ minacce: De Luca attacca, il governo risponde

Non siamo più in campagna elettorale per le regionali e quella per le comunali è ancora lontana, ma il presidente della Regione Campania continua a fare la voce grossa che però non impressiona più di tanto Mario Draghi

di Pino de Martino

Non siamo più in campagna elettorale per le regionali. Le abbiamo superate da tempo. E ce ne vorrà ancora altro per quelle comunali (fissate tra settembre e ottobre). Ciononostante, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca continua a fare la voce grossa, a lanciare accuse e scatenare polemiche.

L’ultima minaccia contro il governo, reo di aver inviato meno vaccini che altrove, è quella di cambiare le regole della campagna vaccinale e di disertare le riunioni della Conferenza Stato-Regioni.

Pronta la replica ferma di Palazzo Chigi per bocca del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo: “La campagna vaccinale deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’Ordinanza n. 6, che indica le categorie prioritarie di persone da proteggere dal Covid 19”.

Per il Commissario “l’obiettivo è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase, prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive”.

Un nuovo capro espiatorio

La Campania è ancora zona rossa. E’ in ritardo sulla somministrazione dei vaccini rispetto ad altre regioni. Le proteste dei commercianti, degli operatori turistici e dei cittadini sono quotidiane.

Ecco allora pronto il nuovo capro espiatorio individuato dal governatore da dare in pasto ai campani per giustificare chiusure, ritardi, inefficienze. “Se per aprile non arrivano in Campania i duecentomila vaccini in meno che ci hanno sottratto nei tre mesi che abbiamo alle spalle, prenderemo misure clamorose – ha minacciato De Luca – Non parteciperemo più alle riunioni della conferenza Stato-Regioni perché non intendiamo più essere presi in giro”.

Populismo e demagogia

Pur sapendo di non avere i poteri per un varare un piano vaccinale diverso da quello fissato dal governo e ricordato dal Commissario Figliuolo, De Luca liscia il pelo alle categorie produttive e segnatamente agli operatori turistici.

Cosi ha fatto sapere di essere pronto a cambiare le regole della campagna vaccinale, abbandonando il modello a fascia di età per dare priorità agli ambiti produttivi.

Abbiamo bisogno di tutelare la salute ma anche di dare il pane alla gente. Difficile reggere un altro anno di paralisi e capisco anche la rabbia degli operatori economici, anche perché spesso in Italia lo Stato non esiste”, ha detto. “La Campania – ha aggiunto – è stata una regione tra le più rigorose d’Italia, ma una cosa è il rigore altro è la stupidità“.

L’idea è quella di completare le somministrazioni agli ultra 80enni e poi “lavoreremo su due piani, perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta”.

Se da una parte si procederà, quindi, con gli anziani e i pazienti fragili, dall’altra si inizierà con le somministrazioni al comparto turistico.

Ischia, Procida e Capri

In particolare De Luca intende partire dalle Isole. Ha già avuto un confronto con i sindaci nelle scorse settimane. Partire dalle isole costiere “per due ragioni – ha spiegato – La prima perché ovviamente abbiamo una dimensione limitata, abbiamo poche decine di migliaia di persone quindi la vaccinazione si fa rapidamente; secondo perché lo capiamo tutti quanto Ischia e Capri siano dei marchi turistici di valore mondiale e quindi trainano tutto il turismo della Regione anche dell’Italia“.

Staremo a vedere se riuscirà a mantenere il punto, o sarà costretto come appare probabile, a fare l’ennesima marcia indietro scaricando le sue responsabilità sul governo.

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