Legge sull’omofobia: Renzi rilancia, Salvini va a vedere, il Pd ‘zittisce’ imbarazzato
Novembre 20, 2021
Addio urne e Draghi al Quirinale, la ‘super-corrente’ di Delrio manda Letta in minoranza
Novembre 23, 2021

Si fa presto a dire ‘centro’, Calenda: “Di Renzi me ne frego”

Il leader di Azione ha rigettato sprezzante il progetto dell’ex premier di dar vita a un soggetto politico ‘centrista’ unitario, rilanciato ieri dal palco della Leopolda 11. Cronaca di una idiosincrasia che fa male al Paese

di Peppe Papa

Calenda non ne vuole sapere di avere a che fare con Renzi che, proprio ieri, è tornato a evocare dal palco della Leopolda 11 il progetto di dare vita a nuovo soggetto politico, distante da sovranisti e populisti di destra e sinistra, capace di occupare quello spazio politico mitico che va sotto il nome di ‘centro’. E glielo ha ribadito, in maniera caustica come suo solito, nel corso della trasmissione “L’Aria che tira” su La7 questa mattina intervistato da Myrta Merlino.

Di Renzi non me ne frega niente – ha detto – chiedetemi di Roma, di Servizio sanitario, di fisco, ma questo centro, fritto misto, mi fa orrore. Mi sono rotto – ha proseguito con l’aria seccata di chi ha la missione ben più importante di salvare il mondo – è un anno che lo dico, non farò politica con Renzi perché questo modo suo di fare politica mi fa orrore – ha ripetuto – basta”. Una stroncatura, dunque, in piena regola anche se non è chiaro quanto definitiva, i due è da tempo che si fiutano senza mai prendersi, ma tra le invettive sferzanti che si lanciano appena ne hanno occasione, lasciano sempre aperto uno spiraglio per un non impossibile dialogo.

A Roma Italia Viva ha appoggiato “convintamente” Calenda nella sua corsa a sindaco, mentre il leader di Azione ha sempre sostenuto che Renzi è stato il “miglior premier degli ultimi trent’anni” e non ha caso lui uno dei suoi ministri, elogiandone “pragmatismo e coraggio”.

Niente osterebbe a una loro collaborazione, forte anche della condivisione di valori comuni, salvo per il loro spirito che, per dirla alla Marco Follini, è dedicato ognuno a suo modo “molto più al dionisiaco che all’apollineo, felici, oltretutto, di non andare troppo d’accordo”. Con la conseguenza che la “costituente riformista”, come l’ha definita Teresa Bellanova anche lei intervenuta alla kermesse renziana, resta allo stato dell’arte una chimera.

Nonostante le buone ragioni illustrate dal senatore di Rignano nel discorso conclusivo all’ex stazione ferroviaria fiorentina il quale, ha spiegato che “il centro non è un recinto di sigle o ambizioni personali, ma è il luogo in cui si va a prendere il consenso e vincere: accade in Francia, in Germania, accadrà anche da noi”. Non è bastato a convincere Calenda che anzi ha ribadito di non di non dar credito a “uno che dice non sono alleato con i 5Stelle e poi si è alleato con loro in 22 Comuni, dice A e fa B”.

In poche parole, inaffidabile. E per questo “non me ne importa niente di lui, faccia quel che gli pare – ha incalzato – vada in Arabia Saudita, faccia il centro con Toti, Brugnaro, suo zio e suo papà. Noi facciamo un lavoro diverso, come a Roma, progetti e proposte”. Poi per rendere più chiaro il concetto, ha aggiunto: “Questa cosa dello spazio di centro non esiste, è una visione vecchissima della politica, è la ragione per cui la gente non va a votare”.

Eppure, questo Calenda non può far finta di ignorarlo, esiste una parte importante di opinione pubblica spaventata da un’aggressiva destra con connotati estremisti, euroscettica, e una sinistra sempre più radicalizzata all’inseguimento del populismo pentastellato.

Un’area che già in precedenti occasioni ha fatto registrare un 10 per cento di suffragi e proprio nella Capitale, con lui, ha raggiunto addirittura il 20 per cento. E’ evidente quanto sia opportuno almeno provarci, mettendo da parte le proprie idiosincrasie, costruendo insieme una offerta politica competitiva, capace di tradurre sul piano nazionale gli umori di questa parte ampia della popolazione. Difficile che accada? Incrociamo le dita.

1 Comment

  1. Anna Rosaria Erriquez ha detto:

    Ma ‘sto tizio si chiama Calenda è un Gluda. Prima si, poi ni, poi si, poi no……ma vai in malora!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *