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Conte-Schlein, “Una poltrona per due”: l’ex premier pronto a trattare la resa

La segretaria del Pd va a Crotone a omaggiare i profughi vittime del naufragio, il leader del M5S evita per l’imbarazzo dei decreti sicurezza varati con Salvini

di Peppe Papa

Per Giuseppe Conte cominciano i dolori, il cambio di guardia al vertice del Partito democratico con l’elezione di Elly Schlein, lo ha spiazzato, anche se in buona compagnia di sondaggisti, opinionisti e politologi di dichiarata fama.

Improvvisamente si è ritrovato a dover fare i conti con una che condivide la sua stessa piattaforma programmatica e in più ha un partito alle spalle strutturato, organizzato sul territorio e di solide tradizioni politiche. Una poltrona per due, dunque, una eventualità cui non aveva pensato, consapevole di essere il principale indiziato a doverla cederla.

Non c’è partita, infatti, se la neo segretaria Pd mantiene la promessa di fare un partito dall’identità chiara spostata a sinistra. D’altronde lui è solo un oscuro parvenu della politica venuto dal nulla e ritrovatosi, come in una favola, a presiedere Palazzo Chigi.

Lusingato, fino ad averci creduto davvero di essere diventato “il punto di riferimento fortissimo dei progressisti”, e abilmente ha spostato il M5S su posizioni sempre più radicali a sinistra fino a far cadere il governo Draghi, unitamente ai compari Salvini e Berlusconi. E’ diventato ultra pacifista, ambientalista, anticapitalista e atlantista critico. Per non parlare di Berlinguer di cui è stato capace di intestarsi la memoria.

Ma a quanto pare non è servito se è bastato che al Nazareno arrivasse un outsider che non ti aspetti e che ti manda a monte il gioco. Tanto è vero che in pochi giorni, stando alle ultime rilevazioni demoscopiche, il Pd pare abbia raggiunto, qualcuno dice (Youtrend) addirittura superato, i Cinquestelle. Comunque, i flussi hanno dimostrato che alle primarie più del 20% dei voti alla Schlein sono arrivati proprio dalle fila del suo Movimento.

Ed è così che per evitare di arrendersi senza condizioni, ha pensato bene di aprire al ‘nemico’, far capire di essere pronto a trattare per una resa onorevole. “Auguriamo ha Elly Schlein di portare avanti il progetto di rinnovamento del Pd con forza – ha detto al termine del consiglio nazionale grillino – so che avrà molto da fare perché conosciamo bene le correnti del Pd, ma speriamo di avere un dialogo con i nuovi vertici per misurarci su obiettivi concreti”.

Per cominciare a chiesto la massima adesione alla proposta di legge a sua firma sul salario minimo legale che, come da lui stesso ammesso, vede d’accordo tutta l’opposizione compreso il Terzo Polo. Non c’è dubbio, insomma, che verrà accontentato, ma serve per far scena e non smettere la maschera del provetto gauchiste duro e puro.

Intanto Schlein è andata a Crotone a rendere omaggio alle vittime del drammatico naufragio di migranti evitando di trasformare la visita in una passerella mediatica.

Esattamente il contrario di quello che avrebbe fatto lui e che gli è stato impedito non solo dalla solerzia della segretaria Pd, ma anche dal fardello di quegli infami decreti sicurezza di Salvini firmati da premier e mai rinnegati.

Non sarebbe stato opportuno, meglio evitare, già la situazione è difficile. Quel che conta adesso è trattare per evitare di svanire nel nulla da dove si è venuti. Questa la verità che non si può più nascondere.

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