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Renzi va alla guerra: caccia a un milione di voti per Strasburgo

Il leader di Iv ha lanciato l’offensiva in vista delle elezioni europee, convinto di poter colmare il gap che vede il suo partito al momento sotto al quorum necessario a entrare nel parlamento Ue, e lo ha fatto alla sua maniera: sfidando tutti

di Peppe Papa

Il tempo stringe e c’è ancora molta strada da fare con l’’incertezza di non arrivare alla meta. Matteo Renzi ha lanciato l’offensiva in vista delle elezioni europee della prossima primavera, convinto di poter colmare il gap che vede Italia Viva sotto la soglia di sbarramento del 4% necessaria a mettere piede nel parlamento di Strasburgo. E lo ha fatto alla sua maniera: sfidando tutti.

Che risponde a una precisa strategia, quella cioè di provare a occupare lo spazio che esiste al “centro”, attualmente schiacciato tra destra e sinistra, che tiene il Paese bloccato. Punta al bersaglio grosso Renzi, al sistema politico e i suoi principali rappresentanti che, nel corso dell’assemblea nazionale del partito che ha dato l’avvio alla campagna elettorale, ha attaccato tra gli applausi scroscianti della platea.

Ha iniziato dalla Ue che “è alla frutta”, priva di politica estera e “nonostante il fondamentale apporto di Luigi Di Maio” ha ironizzato. Poi è passato al Pd di Elly Schlein definendolo “un collettivo universitario” la cui segretaria “ha vinto le primarie e poi le ha cancellate”, per passare alla “camaleontica e incoerenteGiorgia Meloni, “la disgrazia nazionaleSalvini, Nordio ostaggio della maggioranza”, Lollobrigidaincapace di capire cosa sono le istituzioni” come Delmastro.

Infine, Conteteorico del gratuitamente come stile di governo” e Carlo Calenda che si ostina a rinunciare all’idea di una possibile lista unitaria, al quale ha lanciato un avvertimento. “Chi in nome di esigenze personalistiche, pregiudizi ideologici o di veti, rifiuta una prospettiva unitaria – ha affermato – fa un danno non a noi, ma all’Europa”. Una bella responsabilità per il capo di Azione che per il momento non pare abbia intenzione di recedere dal suo puntiglio. Si vedrà.

Intanto, contrariamente a quanto pensavano in molti, ha indicato Meloni come principale ‘nemico’, cui dare del filo da torcere sfruttando le sue debolezze con una opposizione incalzante sul merito delle cose, mettendone in rilievo limiti e incongruenze. Un atteggiamento che la premier ha già avuto modo di soffrire.

E’ la donna più camaleontica che la politica italiana abbia mai avuto e dirglielo la fa innervosire” ha rivelato Renzi che ha promesso di approfittarne. “Ho una bella notizia per lei – ha annunciato – intendo usare tutti gli spazi parlamentari per inchiodarla alle sue incoerenze”. Le occasioni non mancheranno, sperando che possa servire a tenere viva la speranza di riuscire a invertire l’inerzia di una corsa che parte in salita.

Servono un milione di voti”, ha spiegato ai suoi, un traguardo ambizioso non c’è dubbio, ma che è possibile raggiungere grazie a una battaglia “porta a porta, casa per casa” che sarà inaugurata dopo Natale. “Tocca a noi – li ha incitati –a occupare nei prossimi sei mesi lo spazio di chi dice sì agli Stati Uniti d’Europa e no al populismo sovranista, sì al lavoro e non ai sussidi, sì all’innovazione ambientale e no a chi nega il cambiamento climatico”. Non resta che mettersi in marcia.

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