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Cottarelli federatore del fronte liberal: Calenda non ci sta e punta a spaccare Più Europa per far fuori Renzi

La proposta dei radicali per cercare di riunire tutti intorno al manifesto degli “Stati Uniti d’Europa“, proposto da Emma Bonino, rischia il flop a causa dell’azzardo del numero uno di Azione

di Peppe Papa

Potrebbe essere Carlo Cottarelli il federatore del fronte liberal-democratico alle prossime elezioni europee, sempreché i leader dei principali partiti che lo compongono, non perdano il lume della ragione e decidano di continuare a marciare divisi verso un sicuro disastro politico come sarebbe quello di rimanere fuori dal parlamento di Strasburgo. Altro che Renew Europe.

A proporne la candidatura i radicali di Più Europa, molto attivi in questa fase per cercare di riunire tutti intorno al manifesto degli “Stati Uniti d’Europa” presentato da Emma Bonino, che vedono l’economista e ex parlamentare dem come la figura ideale di frontman della coalizione.

A questo proposito il segretario del partito, Riccardo Magi ha organizzato una convention a metà febbraio dedicata al futuro della Ue. Tutti invitati, nessuno escluso.

Cottarelli sicuro ci sarà, nel frattempo ha fatto sapere di essere disponibile a un eventuale incarico anche se per il momento, ha puntualizzato, non gli è pervenuto nessun invito in tal senso. Insomma, si vedrà. Hanno intanto confermato l’adesione sia Italia Viva che Azione, oltre a rappresentanze autorevoli del mondo liberale nazionale e il gruppo dei macroniani europei. Un’occasione perfetta per stringere il patto.

Se non fosse che il diavolo si nasconde nei dettagli e alimenti in qualcuno manie di grandezza, una errata valutazione della propria forza, fino a spingerlo in azioni inconsulte e mandare a monte l’ennesimo tentativo di dare vita a una lista unica in grado di eleggere una discreta pattuglia di parlamentari, contribuendo al rafforzamento del gruppo di Renew Europe nel parlamento Ue.

A fare la parte del ‘guastatore’, ancora una volta, è Carlo Calenda che, fermo nella sua convinzione di non volere nulla a che fare con Matteo Renzi, gioca una partita a suo modo di vedere sensata, che ha come principale obiettivo quello di fare fuori il senatore fiorentino e allearsi da solo con i radicali.

Un azzardo che conta sul fatto di avere dalla sua l’appoggio del presidente del partito, l’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Anche se sa che non basta. Più Europa è diviso sull’argomento.

Sia Magi che Benedetto Della Vedova, infatti, non sono affatto convinti di escludere Renzi e per loro l’unica discriminante è l’adesione convinta alla proposta degli Stati Uniti d’Europa. Inoltre lo statuto dell’organizzazione, in merito alle alleanze, impone che ci sia l’assenso di almeno i due terzi della direzione, cosa che né loro né Pizzarotti possono garantire. Ma questo a Calenda a quanto pare interessa poco.

I radicali si spacchino pure, ammesso che possa succedere, anche un accordo con una sola parte di loro gli assicurerebbe, secondo i suoi calcoli, un significativo successo politico alle urne di giugno prossimo. I sondaggi gli attribuiscono il 4%, il minimo per superare lo sbarramento, ma appetibile per gli eventuali alleati a cui chiede solo di abbandonare Renzi al suo destino.

Matteo Richetti, il suo braccio destro è stato lapidario in proposito: “Esclusione dalla candidature di chi già siede in parlamento italiano e il tema dei conflitti d’interesse legato alle influenze degli stati stranieri”. Pur senza fare nomi è apparso chiaro il riferimento. In sostanza, l’ex premier si faccia da parte. Pura illusione. “Metto il faccione e il mio nome in campo” ha ribadito Renzi qualche giorno fa da Bruno Vespa a “Porta a Porta”.

Con lui si schiererebbero sicuramente il gruppo di Della Vedova e Magi, Emma Bonino, quella che tra i radicali possiede i voti veri, farebbe quasi certamente altrettanto vista l’avversione per Calenda cui non ha perdonato lo sgarbo del voltafaccia alle scorse politiche quando fece saltare, da un giorno all’altro, l’accordo con il Pd di Letta.

Due liste opposte, dunque, pur nello stesso campo, a disputarsi uno spazio già di per sé esiguo, in una sfida che potrebbe risultare fatale per entrambe. Un azzardo, appunto.

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