

di Serena Cirillo
Una storia di riscatto quella di cui parla “The children of my knee”, romanzo autobiografico di Len Cooper che, dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti, sarà presentato venerdì 2 febbraio al teatro Bellini di Napoli, alle ore 18.
Partire dalla segregazione razziale, subire l’intolleranza, attraversare l’emarginazione, sopportare ogni tipo di ingiustizia e trarre forza dal dolore è una sintesi del percorso personale dell’autore la cui vita, a dir poco avventurosa, è come un film a lieto fine in cui a scrivere il finale è il protagonista, anzi, la sua determinazione.
Len Cooper vive da 15 anni a Napoli, città che definisce più di ogni altra “la mia casa”, facendo riferimento alla generosità, alla tolleranza e all’apertura dei napoletani nei suoi confronti. Ma prima di questo felice epilogo, ne ha fatta tanta di strada e sempre “in salita”.
Scrittore e giornalista con un ruolo di primo piano presso il Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, nel suo libro racconta i soprusi subiti da ragazzo nero americano nato a Birmingham (Alabama) nel periodo più buio della segregazione razziale e soprattutto quando, sebbene abolita sulla carta, serpeggiava in modo latente ma ancora più violento seminando terrore.
Una vita costellata di domande senza risposte, efferati crimini restati impuniti e lotte senza sosta per l’uguaglianza dei diritti tra bianchi e neri, e, a lato, tanta umanità che ha permesso alle vittime di sopravvivere, andare avanti e finalmente avere giustizia. La sua è una storia di coraggio e di riscatto, ma anche un messaggio di speranza.
La difficoltà di comprendere le ingiustizie e la violenza è un tema centrale nel libro di Len Cooper, che si salva grazie all’impegno personale dato dalla volontà di migliorare la sua condizione di vita, e alla fiducia nel prossimo. Le frasi finali del libro “Ora non so se Dio mi può ancora aiutare. Non so se posso ancora credere in Dio, so di credere nelle persone”, è una frase che fa capire l’importanza delle relazioni, della possibilità di avere fiducia negli altri, che è ciò che salva da contesti altrimenti dominati solo da violenza.
La data per la presentazione della toccante autobiografia non è stata scelta a caso. L’autore ha voluto offrire la sua testimonianza durante il mese di febbraio, noto agli americani come il “Black History Month”, ricorrenza osservata negli Stati Uniti per promuovere lo studio e la conoscenza della storia e della cultura afro-americana in tutto il paese presso le scuole e le pubbliche istituzioni, oltre che per sensibilizzare nell’integrazione e alla comprensione del “diverso” come antidoto all’emersione di nuove derive razziste.
All’evento interverrà, per i saluti istituzionali, la Console Generale degli Stati Uniti a Napoli Tracy Roberts Pounds. Alla tavola rotonda, che si terrà contemporaneamente in italiano e in inglese e sarà moderata da Serena Cirillo (giornalista, ex consulente culturale del Consolato Americano di Napoli).
Saranno presenti, oltre all’autore, la professoressa Antonella Canfora, che condividerà col pubblico la sua analisi del testo esaminandone la tipologia e l’ambientazione; la professoressa Paola Russo, che parlerà del suo impegno quotidiano di docente “di frontiera” in una scuola a prevalenza di ragazzi immigrati e l’avvocato afro-italiano Hillary Sedu, che offrirà la sua testimonianza di immigrato Nigeriano in Italia prima, e professionista di successo poi, con un quadro della situazione nella società attuale.
Il testo di Len Cooper può avere più chiavi di lettura: dalla narrazione intimista con una profonda introspezione psicologica, alla denuncia sociale delle ingiustizie subite da una minoranza, fino alla storia di riscatto grazie all’impegno personale e alla generosità del prossimo. Una storia in cui, alla fine, il bene trionfa sul male, ma utile per effettuare una disamina del percorso storico e socio-antropologico dell’integrazione e fornire interessanti spunti di riflessione.
4 Comments
Indubbiamente testo da leggere…..
Interessante descrizione
Approfondiró di più alla presentazione del libro
Grazie
Il libro deve essere interessantissimo.
Un volume da leggere con meritata attenzione !