Nuovo Diritto di famiglia, nell’assegno di divorzio anche la convivenza prematrimoniale
Aprile 4, 2024
L’assemblea di +Europa conferma il patto con Renzi, Pizzarotti rientra nei ranghi: Calenda ci ripensa, ma non sa come dirlo
Aprile 8, 2024

“Campo largo”, ultimo respiro: Conte fa saltare le Primarie a Bari e lancia la sfida al Pd

Il terremoto giudiziario di questi giorni che ha travolto la politica del capoluogo pugliese è stato il pretesto per il leader del M5S di mandare tutto all’aria e rilanciare la prorpia ambizione di guidare il centrosinistra

di Peppe Papa

È andata in scena a Bari l’ultima puntata, forse quella definitiva, del fantomatico “campo largo”, cioè l’alleanza organica tra Pd e M5S, il mantra che ha caratterizzato, con scarsa fortuna, la linea politica dem da Zingaretti a Letta fino a Elly Schlein. Il leader Cinquestelle, Giuseppe Conte anche questa volta è riuscito a sgusciare dall’abbraccio Pd, rompendo il patto sulle primarie per la scelta del sindaco alle prossime amministrative del capoluogo pugliese, chiamandosi fuori ritirando il suo candidato e annunciando che il Movimento correrà da solo, con chi ci sta.

Il terremoto giudiziario di questi giorni che ha travolto la politica locale è stato il pretesto per mandare tutto all’aria e lanciare la sfida ai Democratici a proposito della leadership del centrosinistra. Sfruttando abilmente i risvolti inquietanti emersi dalla vicenda, Conte ha rimarcato le differenze che li separano dai “mestieranti della politica” e la ferma volontà di non avere niente a che fare con loro. L’annuncio è arrivato direttamente dal capo pentastellato appena giunto a Bari.

Non ci sono le condizioni per le Primarie – ha detto – ma continuiamo a sostenere Michele Laforgia e a lavorare con le altre forze politiche del centrosinistra”. In poche parole, il candidato è il loro, chi vuole si accomodi, le Primarie non servono. Uno schiaffo improvviso per quelli del Pd che avevano pensato di poter vincere facile l’appuntamento ai gazebo con il loro candidato, Vito Leccese. Francesco Boccia, il plenipotenziario di Schlein nella regione e uno degli sponsor più convinti dell’alleanza con il M5S, ha replicato stizzito: “Il Pd è ufficialmente in campagna elettorale, ci vediamo alle urne”.

Intanto in piazza, alla manifestazione che avrebbe dovuto chiudere la campagna di Laforgia per le Primarie, Conte lanciava la contesa all’insegna del “rafforzamento dei presìdi di legalità e di massima trasparenza”. Condizioni imprescindibili: “Altrimenti non ci siamo”. A questo punto è arrivata finalmente una dichiarazione ufficiale del Nazareno, molto indispettita, nella quale è sembrata chiara la volontà di accettare la sfida, che certo si fa più difficile, convinti di spuntarla lo stesso.

La scelta di Conte di uscire dalla Primarie è incomprensibile – hanno scritto dalla sede centrale del partito – se il M5S pensa di vincere da solo contro la destra, proceda pure. Ma abbiano rispetto per la città di Bari, per gli elettori del centrosinistra e non pensi di dare lezioni di moralità a nessuno. Il Pd – hanno continuato – resta al fianco di Bari che ha già dimostrato quanto sia importante il Pd come presidio di legalità e buona amministrazione. Siamo certi che il Pd insieme al centrosinistra vincerà di nuovo le elezioni contro questa destra”.

Insomma, salvo improbabili ripensamenti dell’ultima ora, il dato sembra tratto, ognuno per sé e vinca il migliore anche se questo può significare perdere la ‘città roccaforte’ pugliese. Una prospettiva che importa meno a Conte e ai suoi, per loro è necessario dimostrare la propria centralità, sarebbe una catastrofe, invece, per la segretaria dem costretta a rivedere la strategia e abbandonare definitivamente il proposito di unire il centrosinistra in chiave radicale. Tornare a essere, in sostanza, un partito riformista, lasciando i populisti al loro destino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *