

di Peppe Papa
“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, diceva il grande Bartali lamentandosi di come andavano le cose ai suoi tempi, un’espressione che serve a parafrasare la proposta di Ettore Rosato, vicesegretario di Azione, di riforma della legge elettorale in chiave proporzionale puro.
La precedente legge, insomma, quella che porta il suo nome e, che senza remore sconfessa come pessima, è ‘tutta sbagliata, tutta da rifare’. “Per noi la legge elettorale ideale è quella delle Europee, il proporzionale puro che abbiamo già provato a introdurre”, ha affermato ad Affari.it.
Addirittura “darebbe, paradossalmente, un maggiore equilibrio al Paese”, il guaio è che anche della sua legge sosteneva la stessa cosa. Certo, i tempi sono cambiati, lui non è più un renziano spinto e condivide lo spirito polemico di Carlo Calenda nei confronti dell’ex rottamatore.
Ognuno per proprio conto, basta coalizioni – indispensabili con l’attuale sistema elettorale – poi si faranno i conti e in parlamento si troveranno le ragioni dello stare insieme in una proposta di governo. Prima Repubblica in purezza, senza esitazioni.
“Queste coalizioni coercitive che si fondano su presunti programmi comuni che non riescono a realizzare, non fanno certo il bene dell’Italia“, ha spiegato, tanto meno il premierato che “non si farà mai, ci sono altre priorità”. Il futuro non può che essere con il proporzionale.
“Ci saranno europeisti contro anti-europeisti – questa è la sua idea – poi ognuno si iscriverà nel contenitore politico che crede più vicino e che sente più suo“. Per la scelta del premier, si vedrà in seguito, e non è detto debba essere un capo partito. Una scelta politica allora, come ai vecchi tempi, con il nome di Mario Draghi che fa capolino nel ragionamento.
Una vecchia fissa di Calenda che Rosato ha fatto sua. Draghi? Perché no? “Una personalità frutto di un’intesa parlamentare ampia e filo-europeista che per definizione non può escludere personalità politiche” e l’ex premier sarebbe un lusso. Peccato che sia un film tutto in testa a Rosato.
Una sorta di sistema maggioritario pare al momento irreversibile, solo un partito piccolo come quello di Azione può sperare che gli venga concesso dai più grandi, quelli vicini o oltre le due cifre, la possibilità di correre da soli. Quanto meno provvederanno ad alzare l’asticella dello sbarramento. Credere il contrario vuol dire vivere nel mondo dei sogni, rischiando di svegliarsi zuppi di sudore.