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Piano ReArmEu, anche Renzi ‘benaltrista’ come Schlein: addio a Macron per stare con Conte

Mentre il mondo brucia, conta provare a tenere unito il fronte per battere la destra alle prossime elezioni e scalzare Giorgia Meloni, con cui ha un conto aperto

di Peppe Papa

Anche Matteo Renzi è diventato benaltrista, chi se lo aspettava. Ha sposato la tesi della segretaria Pd, Elly Schlein circa la contrarietà espressa al piano  ReArmEu, presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, perché per la difesa europea ci vuole ben altro, appunto.

Esercito comune e tutto il resto, più spesa sociale e meno armi, insomma. Una posizione che tiene insieme l’esigenza di non sconfessare platealmente il proprio europeismo e l’attenzione agli affari interni. Tipo tenere unita una coalizione di centrosinistra che unita non è e, proprio sulla politica estera, rischia di franare.

Mentre il mondo brucia, dunque, conta provare a tenere unito il fronte per battere la destra alle prossime elezioni, anche se questo comporta avere un atteggiamento più conciliante con il capo dei 5Stelle, Giuseppe Conte, l’ambiguo avvocato di Volturara Appula da sempre avversato.

Io faccio politica – ha ricordato Renzi intervistato sull’argomento dal Messaggeroper battere Meloni”. Pertanto, le differenze sull’Ucraina e sulla politica europea non devono interrompere il dialogo tra le forze di opposizione, Conte compreso, per costruire un’alternativa alla destra. Del trumpismo che attacca l’Europa e consegna l’Ucraina a Putin e i terribili rischi riguardanti la tenuta delle democrazie occidentali, non sembrano al momento una priorità.

Imbarazzante, se confrontato con la posizione assunta dal Pse e dal gruppo di Renew Europe a Bruxellesa favore del piano von der Leyen, o al discorso allarmato dell’amico Macron alla nazione per mettere in guardia i francesi contro l’orso russo e offrire all’Europa la copertura del proprio arsenale nucleare.

Per un ex presidente del Consiglio che ha dimostrato sagacia e capacità di leadership anche a livello internazionale, una caduta come questa, nella mediocrità di una politica casalinga ridotta a teatro dei pupi, nessuno l’avrebbe potuta immaginare. Non vogliamo pensare che a spingerlo sia stato il rancore. Sarebbe pietoso.

Con Giorgia Meloni ha un conto aperto, gli ha distrutto il lucroso business di conferenziere e prima o poi deve fargliela pagare, ci ha scritto persino un libro di imminente uscita, “L’influencer” pare che si chiami. Se fosse così, ma non ci crediamo, vorrebbe dire veramente che non c’è più religione e santi a cui votarsi. Un bel guaio.

2 Comments

  1. Damiana frascolla ha detto:

    Per vincere bisogna unirsi e’ lasciare indietro i rancori

  2. Luciano ha detto:

    Ma veramente si pensa che la sicurezza di un intero continente, possa essere presa con tanta superficialità? Può bastare un si o un no per determinare una scelta tanto devastante?
    Si dovrà pur ragionare se è meglio un esercito comune come chiede Renzi e altri o potenziare invece 27 diverse forme di difesa. Cerchiamo tutti assieme di operare con cognizione di causa senza continuare con slogan e forme di inutile tifoseria.

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