Al Trianon Viviani la memoria diventa danza: in scena “Samia”
Settembre 28, 2026

Nasce a Lauria l’Accademia Mediterranea, la cultura come ponte tra popoli e territori

Gianni Pittella presidente del nuovo organismo. Un progetto che punta a mettere in rete competenze, esperienze e comunità attorno ai grandi temi del Mediterraneo

di Alfio Mancini

A Lauria, il 27 settembre scorso, si è tenuta l’assemblea costitutiva dell’Accademia Mediterranea, un nuovo progetto culturale e civile nato con l’obiettivo di promuovere il dialogo, la conoscenza e la valorizzazione delle culture, delle esperienze e delle identità che animano il Mediterraneo.

Un’iniziativa che parte dalla Basilicata e che guarda a un’area geografica e culturale molto più ampia, nella convinzione che il Mediterraneo non sia soltanto uno spazio geografico, ma soprattutto un luogo di incontro tra storie, popoli, tradizioni, sensibilità e percorsi diversi. Un patrimonio complesso e plurale che l’Accademia intende mettere in relazione, favorendo occasioni di confronto e di approfondimento.

L’assemblea di Lauria ha segnato formalmente l’avvio dell’associazione e ha portato all’insediamento del primo direttivo, chiamato a definire le linee programmatiche e a dare concretezza alle attività dell’Accademia nei prossimi mesi.

Alla presidenza è stato eletto Gianni Pittella, che sarà affiancato dalle vicepresidenti Ornella Trotta e Adriana Grispo. Il ruolo di segretario generale è stato affidato a Mario Lamboglia, mentre Antonio Luongo ricoprirà l’incarico di tesoriere.

Completano il direttivo Pierfranco De Marco, Stefano Pignataro, Agata Scaldaferri, Nicola Lanziani, Rosa Messuti, Damiano Ielpo, Ersilia Susanna Capalbo, Anna Malinconico, Lucia Carlomagno e Giulia Perfetto.

La composizione dell’organismo direttivo riflette la volontà di costruire un progetto capace di mettere in rete competenze ed esperienze differenti, nella prospettiva di trasformare l’Accademia in un luogo permanente di elaborazione, discussione e produzione culturale.

Al centro dell’attività ci saranno i grandi temi che attraversano oggi il Mediterraneo: la cultura e la storia, naturalmente, ma anche le identità e le trasformazioni sociali, la cooperazione tra territori e comunità, la formazione, l’innovazione, lo sviluppo e le nuove opportunità offerte dalla costruzione di relazioni tra realtà diverse.

Il Mediterraneo, del resto, è da sempre un crocevia di civiltà. È stato teatro di scambi commerciali e culturali, di contaminazioni linguistiche e artistiche, di incontri e conflitti. Una storia lunga secoli che continua a interrogare il presente e che rende questo spazio particolarmente significativo nel momento storico attuale, segnato da profonde trasformazioni e da nuove divisioni.

È proprio in questo contesto che l’Accademia Mediterranea intende ritagliarsi un ruolo: offrire uno spazio nel quale le differenze possano diventare occasione di conoscenza e nel quale il confronto non rappresenti un ostacolo, ma uno strumento per comprendere meglio la realtà.

Nel corso dell’assemblea è stata sottolineata la volontà di fare dell’Accademia uno spazio aperto, plurale e partecipato, capace di coinvolgere studiosi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo della cultura e della società civile, ma anche giovani e nuove generazioni interessate a confrontarsi con le questioni che riguardano il Mediterraneo.

L’obiettivo, dunque, non è soltanto quello di organizzare appuntamenti culturali, ma di costruire progressivamente una rete di relazioni e collaborazioni che possa mettere in comunicazione persone e territori, creando occasioni di incontro e di progettazione comune.

La sfida sarà trasformare questa impostazione in un programma concreto e riconoscibile, capace di dare continuità alle iniziative e di far crescere attorno all’Accademia una comunità di partecipazione e di interesse.

Con l’insediamento del primo direttivo prende quindi ufficialmente avvio il lavoro dell’Accademia Mediterranea. Nelle prossime settimane saranno definite le prime iniziative e il calendario delle attività, attraverso le quali l’associazione intende tradurre la propria missione in occasioni concrete di studio, confronto e partecipazione.

Da Lauria, dunque, prende forma un progetto che guarda oltre i confini locali e che affida alla cultura e al dialogo il compito di tornare a leggere il Mediterraneo non soltanto come una frontiera, ma come uno spazio comune da conoscere, valorizzare e costruire insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *